Aggiugne che i santi aveano impetrata da Dio la conservazione dell'imperio romano.
Instantesque Getas ipsis jam faucibus Urbis.
Pellere, et exitium, seu vincula vertere in ipsos,
Qui minitabantur romanis ultima regnis.
Finalmente che s'era in ciò mirata la potenza di Cristo:
.... mactatis pariter cum Rege profano
Hostibus.
Dalle quali parole, conformi ancora a quelle di Prospero nella Cronica, intendiamo non sussistere l'asserzion di Orosio che ci rappresentò seguita quella vittoria senza verun combattimento e senza strage de' Barbari. Il Sigonio [Sigonius, de Regno Occident., lib. 10.] saggiamente immaginò che la battaglia seguisse sotto Fiorenza, e che, ritiratosi Radagaiso con gli avanzi dell'esercito nei monti di Fiesole, fosse poi dalla fame forzato a rendersi. Fiorivano specialmente in questi tempi san Girolamo in Palestina, sant'Agostino in Africa, san Prudenzio poeta in Ispagna, e san Giovanni Grisostomo esiliato nell'Armenia, oltre ad altri santi e scrittori. Ma era infestata la Chiesa di Dio dai Donatisti eretici nell'Africa, e da Pelagio e Celestio e da Vigilanzio, altri eretici in Italia e nelle Gallie.