Consoli

Onorio Augusto per la decima volta e Teodosio Augusto per la sesta.

Abbiamo dalle leggi del Codice Teodosiano prefetto in Roma in quest'anno Gracco. Passato che fu Ataulfo re de' Goti in Ispagna, s'impadronì di Barcellona, ed ivi poi stabilì la sua residenza [Olimpiod., apud Photium, pag. 187.]. Gli partorì in quella città Galla Placidia un figliuolo, a cui fu posto il nome di Teodosio: del che sommamente si rallegrò esso Ataulfo, e prese più amore alla repubblica romana. Ma all'allegrezza succedette da lì a non molto la tristezza, essendo mancato di vita questo loro germoglio, che con gran duolo de' genitori fu seppellito entro una cassa d'argento in una delle chiese di Barcellona. Ma peggio avvenne poco appresso, perchè lo stesso Ataulfo fu anch'egli tolto dal mondo, mentre nella scuderia visitava, secondo il costume, i suoi cavalli da un suo domestico, appellato Dubbio. Costui, perchè il suo vecchio padrone, re di una parte de' Goti, era stato ammazzato da Ataulfo, non gliela perdonò mai più, finchè ne fece nella forma suddetta la vendetta. Giordano [Jordan., de Rebus Getic., c. 31.] chiama il di lui uccisore Vernulfo, aggiugnendo, che costui irritato, perchè il re metteva in burla la sua corta statura, gli cacciò la spada nella pancia. E se a tale storico prestiam fede, già Ataulfo s'era inoltrato nella Spagna, ed avea cominciato a combattere coi Vandali ed Alani in favore dell'imperio romano. Filostorgio [Philost., lib. 12. c. 4.] attribuisce la di lui morte a varie crudeltà da lui commesse in collera. Prima di morire, Ataulfo raccomandò a suo fratello, di cui non sappiamo il nome, che restituisse all'imperadore Onorio la sorella Placidia, e procurasse, in qualunque modo che potesse, di stabilir pace e lega coll'imperio romano. Si figurava egli che questo suo fratello gli avesse a succedere nel regno; ma s'ingannò. Singerico, fratello di quel Saro che disopra vedemmo trucidato per ordine dello stesso Ataulfo, non in vigore della legge o della parentela, ma colla violenza fu creato re [Olymp., apud Photium, pag. 187.]. Nè tardò costui a far la vendetta del fratello, perchè strappati dalle braccia di Sigesaro vescovo (non so se dei Goti stessi, oppure di Barcellona) i figliuoli di Ataulfo, a lui nati dal primo matrimonio, crudelmente li fece ammazzare. Oltre a ciò, in onta del re defunto fece camminar la stessa regina Placidia a piedi davanti al suo cavallo, mischiata con altri prigionieri per lo spazio di dodici miglia. Ma questo Barbaro in capo a sette dì fu anche egli scannato, ed ebbe per successore Vallia. Ambrosio Morales [Morales, Hist. Hisp. lib. 2.], e dopo lui il Baronio [Baron., Annal. Eccl.] rappresentano un epitafio posto al re Ataulfo in Barcellona, dove si dice seppellito con sei figliuoli, uccisi dalla sua gente. Eccolo di nuovo.

Bellipotens valida natvs de gente gothorvm.

Hic cvm sex natis rex ataulphe jaces.

Avsvs es hispanas primus descendere in oras

Qvem comitabantvr millia mvlta virum.

Gens tva tvnc natos, et invidiosa peremit.

Qvem post amplexa est barcino magna gemens.

Se antica, o de' secoli susseguenti, sia quest'iscrizione, alcuno ha dubitato, e ne dubito più d'essi anch'io, parendo che non convenga assai colla storia quel terzo esametro verso: