Corrado, figlio di Federigo II Augusto, va in Germania col padre per reprimere la ribellione del fratello Arrigo, IV, 1123. Eletto re de' Romani, 1139. Raduna un forte esercito, e va contro Arrigo langravio di Turingia, 1194. È sconfitto, ivi. Sorprende il langravio, e gli dà una rotta sì terribile, che gli cagiona la morte, 1197, 1198. È costretto a ritirarsi in Italia per la guerra fattagli da Guglielmo d'Olanda, 1209. È dichiarato dal padre erede dei suoi Stati, 1222. Innocenzo IV lo dichiara scomunicato come suo padre, 1223. Cala in Italia, 1227. Va in Puglia, 1229. Concepisce astio contro il fratello Manfredi, 1230, 1231. Costringe Napoli alla resa, 1233, 1234 Creduto autore della morte del fratello minore Arrigo, 1237. Maltratta i popoli della Puglia, 1238. Nel più bel fiore degli anni muore, ivi.

Corrado Rusca, signor di Como, V, 279.

Corrado de' Trinci, signore di Foligno, V, 757. Perde stato e vita, 1129, 1141.

Correggeschi, tolgono Parma agli Scaligeri, V, 555, 556. La vendono ad Obizzo marchese d'Este, 573.

Corsi, loro insolenza in Roma contro i Franzesi, VI 1228, 1229, 1237.

Corsica, presa dai Goti, II, 933. Donata alla Chiesa Romana, III, 268, 318, 333, 460. Presa quasi tutta dai Turchi e Franzesi, VI, 630. Ricuperata dai Genovesi, 638. Ai quali si ribella, VII, 353, 354. Contro de' ribelli sono spedite le truppe imperiali, 363, 371, 375. Entra in quel dominio Teodoro Antonio barone di Newoff, e ne decade, 427, 439, 447, 451, 513.

Corso pubblico, cioè la posta, regolato da Traiano, I, 429.

Corte, una volta villa con castello e parrocchia, IV, 35, 200.

Corvolo, duca del Friuli, III, 124.

Coscia (Niccolò), creato cardinale, e poscia arcivescovo di Benevento, VII, 324. Sue tirannie, per cui è costretto a fuggire, 349. È interdetto da ogni funzione, 350. Per la sua ostinazione in non rinunziare all'arcivescovato si continuano i processi contra di lui, 355. Fugge, ivi. Censure fulminategli contro, 356. Va a Roma per difendersi, 368, 369. Sentenza contro di lui, 374. È migliorata la sua situazione mercè la protezione della corte di Vienna, 405, 461.