Giovio, primo ministro d'Onorio Augusto, II, 395, 396. Abbandona Onorio per seguitar il partito d'Attalo, 408.
Giriberto, vescovo di Tortona, III, 1242.
Girolamo (San), dottore della chiesa, passa a miglior vita, II, 444.
Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, VI, 43. Divien padrone d'Imola, 47. Mischiato nella congiura de' Pazzi, 59. Fatto signore di Forlì, 70, 71. Creato capitano della lega fatta dal papa coi Veneziani, 71. Suoi maneggi co' Veneziani per far guerra al duca di Ferrara, 77. Va contro il duca di Calabria, e lo vince, 80. I Veneziani lo fanno aderire a far la pace col duca di Ferrara, 81. Ucciso dal popolo di Forlì, 100.
Girolamo Savonarola, Ferrarese, frate dell'ordine di san Domenico. Regge il popolo di Firenze anche nei politici affari co' suoi consigli, VI, 149. Accusato da' maligni suoi nemici a Roma, Alessandro VI papa gli proibisce di predicare, 150. Disprezza la proibizione, e ritorna a predicare contro la corruttela d'allora, e specialmente del pontefice e della sua corte, ivi. È scomunicato per questo, ivi. Un frate di Puglia predica contro varie sue proposizioni, ivi. Predizioni da lui fatte tutte col tempo avverate, ivi. Giudizio del fuoco proposto per decidere la verità di sua dottrina, 150, 151. Per una sollevazione di scapestrati contro di lui, i magistrati, temendo anche le tante minaccie del papa, lo carcerano, 151. Tormentato per fargli confessare quel che non era vero, ivi. Fatto ignominiosamente morire, ivi. Giudizio del Muratori intorno a lui, 151, 152.
Gisela, imperadrice, moglie di Corrado II Augusto, IV, 157, 173.
Giselico e Gisalico, bastardo di Alarico re de' Visigoti, acclamato re da que' popoli, II, 665. Abbattuto dal re Federico, 772. Cacciato di Spagna fugge in Africa, 775. Dove è protetto da Trasamondo re de' Vandali, 775. Torna in Ispagna; suoi inutili sforzi, dopo i quali perde la vita, 780.
Giserico, re de' Vandali, V. Genserico.
Gisla, sorella di Lodovico II Augusto, costituita badessa di Santa Giulia di Brescia, III, 662.
Gisla, figlia di Lodovico Pio, moglie di Everardo, duca del Friuli, III, 782.