Liutifredo, vescovo di Pavia, III, 1100.

Liutifredo, vescovo di Tortona, IV, 26.

Liutprando, figlio di Ansprando, lasciato in vita da re Ariberto II, III, 117. Succede al padre nel regno de' Longobardi, 142. Pubblica molte leggi, 146. Trama contra di lui ordita in Pavia, 147. Suo mirabile ardire, 148. Pauluccio doge di Venezia ottiene la sua amistà con varie esenzioni ai Veneti nel regno suo, 150. Non approva la restituzione delle Alpi Cozie alla Chiesa romana fatta da re Ariberto, ivi. Ma convinto dall'intrepido pontefice Gregorio II cedette e confermò alla santa sede quel possesso, ivi, 151. Suo diploma, 152. Fa restituir Classe all'esarca Scolastico, 155. Altre sue leggi, 156, 162, 165. Occupa Ravenna ed altre città, 181. Gli è ritolta Ravenna dai Veneziani e data ai Greci, 188. Sua pace co' Greci, 189. Irritato contro i duchi di Spoleti e Benevento, e placato da papa Gregorio II, 190. Fonda Città-Nuova, 201. Adotta Pipino per suo figlio, 204. Accoglie e ritiene seco per qualche tempo san Bonifacio, vescovo ed apostolo della Germania, 209. Va in soccorso dei Franchi, 211. Se gli ribella Trasmondo duca di Spoleti, 213. Abbassa i duchi di Spoleti e di Benevento, 220. Non saccheggiò la basilica Vaticana, 221. Suo abboccamento col papa Zacheria a Terni, 228. Sua sommessione e pace con lui, ivi, 229. Fa guerra all'esarcato e alla Pentapoli, 231. Di nuovo papa Zacheria s'abbocca con lui a Pavia per distorlo dal far questa guerra, 232, 233. Fine di sua vita, 234.

Liutprando, duca di Benevento; cacciato dal re Desiderio e deposto, III, 272.

Liutprando, o Liuzo, scrittore maledico, spacciò le pasquinate per istoria, III, 979, 988. Paggio nella corte del re Ugo, 1030. Errori della sua storia, 1038, 1055. Preso per segretario da Berengario marchese d'Ivrea, 1101. È inviato ambasciatore al greco Augusto Costantino. 1108. Creato vescovo di Cremona, 1156, 1170. Torna a Costantinopoli ambasciatore dei due Augusti Ottoni all'imperadore Niceforo Foca, 1185. Mal ricevuto e maltrattato a quella corte, ivi. Suoi affanni per la guerra insorta tra i due imperii, 1187. Mal soddisfatto se ne torna in Italia, 1189. Suo placito in Ferrara, 1195.

Liutuardo o Liutvardo, vescovo di Vercelli; e arcicancelliere dell'imperadore Carlo Grosso, III, 820. Ingiustamente calunniato, 834. Interviene al concilio tenuto in Roma da papa Adriano III, 846. Mandato dall'imperadore a Roma a papa Stefano V, 851. Insulto a lui fatto da Berengario, duca del Friuli, 852. Da Berengario è rifatto dei danni recatigli, 856. È calunniato ed abbattuto dagli emuli, 857. Sua miserabil morte, 941.

Liutuardo (per errore alla prima citazione Liutprando), vescovo di Como, ed arcicancelliere dell'imperadore Lodovico III. III, 947, 963.

Livia Augusta, moglie di Tiberio Claudio Nerone, poscia di Augusto, promuove gli interessi di Tiberio suo figlio, I, 9, 10. Sospetti che essa avesse procurata la morte dei nipoti d'Augusto, 14. E dello stesso Augusto, 40. Sua ambizione, 48, 64, 76. Fine di sua vita, 82.

Livio (Tito), storico insigne; sua morte, I, 56.

Locuste; lor flagello in Italia, VI, 65.