Teodoro II papa: sua elezione e morte, III, 927.
Teodoro, figlio di Andronico imperador de' Greci, marchese di Monferrato, V, 300. Giunge in Italia, 306. Sue guerre per impossessarsi del Monferrato, 308, 313, 314. Favorisce Arrigo VII re de' Romani, 337. Da Filippone da Langusco con inganno gli è tolta la città di Vercelli, che egli teneva in guardia, 358. Perde Casale di Monferrato, 360. Fa guerra al re Roberto di Napoli, 370. Occupa Tortona, 501. Dà fine al suo vivere, 542.
Teodoro II, marchese di Monferrato, V, 785. Fa lega con Lodovico duca d'Orleans, signore d'Asti, e con Amedeo di Savoia, principe della Morea, 863. Toglie a Filippo Maria Visconte Vercelli e Novara, 924. Fa guerra a Giovanni Maria Visconte duca di Milano, 958. Creato capitano di Genova, 967. Da dove è cacciato, 989. Fa pace col duca di Milano, 1013. Termina il corso di sua vita, 1015.
Teodosio, conte, padre di Teodosio Augusto, II, 166. Creato generale della cavalleria, dall'imperadore Valentiniano è spedito nelle Gallie contro gli Alamanni, 177, 179. È inviato in Africa contro Fermo ribellato, 185. Ivi ucciso per ordine dell'imperadore Graziano, 201.
Teodosio (Flavio), duca della Mesia, figlio di Teodosio conte: suo valore, II, 190. Preservato miracolosamente dall'orrenda carnificina fatta dall'imperadore Valente, 192. Si ritira in Ispagna, 201. Richiamato da Graziano imperadore, 216. Che il crea suo collega ed Augusto, 218. A lui assegnato il governo dell'Oriente, 219, 220. Sue vittorie contro i Goti, Alani ed Unni, 222. Sua malattia e suo battesimo, 224. Entra in Costantinopoli, 227, 228. Sua vittoria degli Sciti e Carpodaci, 232. Suo zelo per la religione cattolica, ivi. Assegna terre ai Goti nel romano imperio, 237. Sua clemenza, 256. Sua vittoria de' Grutongi, 262. Sedizione degli Antiocheni contra di lui, 265. Clemente nondimeno verso di loro, 267. Suoi preparamenti contro Massimo tiranno, 274. Leggi da lui pubblicate specialmente contro gli eretici, 276. Lasciato un consiglio di scelti ministri in Costantinopoli al governo di quella città e del figliuolo Arcadio Augusto, parte per l'Italia, ivi. Manda con una flotta la moglie Giustina ed il figlio Valentiniano a Roma, ivi. Vince ed uccide Massimo, 277, 278, 279. Sua clemenza verso i vinti, 280. Condanna all'esilio Simmaco, primo fra' senatori romani, 282. Poi gli perdona, ivi. Suo trionfo in Roma, 283. Abbatte il paganesimo in Roma, 284. Irritato fortemente contro quei di Tessalonica, 287. Placato da sant'Ambrosio arcivescovo di Milano, ivi. Sedotto dagli uffiziali di sua corte, fa un fiero scempio di quei cittadini, 288. Lettera a lui scritta da sant'Ambrosio in questa occasione, ivi. Il quale gli proibisce l'ingresso in chiesa, 289. Accetta la pubblica penitenza impostagli da quel santo arcivescovo, ivi. Sua pietà esaltata da tutti gli scrittori contemporanei, ivi. Torna a Costantinopoli, 293. Suoi editti contro gli eretici, gli apostati ed i pagani, 294. Deputazione a lui mandata dall'usurpatore Eugenio, 302. Sua celebre costituzione contro le superstizioni pagane, 303. Si prepara a procedere contro Eugenio, 305, 308, 309. Sua miracolosa vittoria di esso tiranno, 313, 314. Perdona a tatti quei che aveano parteggiato pel tiranno, 314. Come pure ai figli di Eugenio, ivi. Sant'Ambrogio va ad Aquileia per impetrar da lui il perdono ai Milanesi, 315. Passa a Milano, ivi. Colà mette in buon sesto i pubblici e privati affari, prevedendo di dover in breve morire, ivi. Consegna i suoi figli a quell'insigne prelato, ivi. Porzione da lui assegnata al figlio Onorio, 316. Gli deputa a tutore Stilicone suo generale, ivi. Deputazione a lui inviata dal senato romano, ivi. Fine di sua vita, 317. Sue mirabili doti e virtù, 318. Grande specialmente la sua pietà, 320. Scrittori che fiorivano sotto di lui, 321, 322.
Teodosio II Augusto. Sua nascita, II, 360. Creato Augusto, 361. Succede ad Arcadio suo padre, 381. Dichiara Augusta Pulcheria sua sorella, 426. Sposa Atenaide appellata poi Eudocia, 443, 444. Fa pace col re di Persia, 450. Pubblica varie leggi contra de' pagani e giudei, 455. Spedisce una poderosa armata contro di Giovanni tiranno, 456. Conferisce al cugino Valentiniano il nome e la dignità di Cesare, ivi. Determina di passare in persona in Italia contra del tiranno, 457. Ma, colto a Salonichi da una malattia, è costretto a ritornarsene a Costantinopoli, ivi, 458. Aspare, suo generale, fa prigione Giovanni, ivi. Dichiara Augusto Valentiniano sotto la tutela di sua madre Galla Placidia Augusta, 461. Sua legge per ridurre in miglior forma le scuole di Costantinopoli, 462, 463. Riporta due vittorie contro i Persiani, 469. Proibisce di levare alcuno per forza dalle chiese e loro ricinti, 481. E di portar armi in chiesa, ivi. Procura la pace fra le chiese d'Oriente, 482. Indebitamente accusato di poca pietà, 485. Sua liberalità in tempo di carestia, 489. Ordina che sieno abbruciati i libri di Nestorio, 490. Rilega il suo autore in Oasi d'Egitto, 495. Pubblica il suo codice, 498. Traslazione da lui fatta del corpo di san Giovanni Grisostomo in Costantinopoli, 500. Ad istanza della moglie, fa una considerabile giunta alla città d'Antiochia, 501. Suo severissimo editto contro i Giudei, Samaritani, eretici, e specialmente contro i gentili, 502. Fa innalzare le mura di Costantinopoli dalla parte del mare, ivi. Perchè da lui facesse divorzio sua moglie, 532. Sua pace vantaggiosa con Attila, 538. Sua morte e sue qualità, 543.
Teodosio, figlio di Maurizio Augusto, dichiarato imperadore, II, 1082, 1102. È trucidato, 1119.
Teodosio, fratello di Costante Augusto, da lui ucciso, II, 1269.
Teodosio, esattor delle gabelle pubbliche, creato per forza imperatore, III, 154. Si ritira, ed abbraccia la vita chericale, 156, 157.
Teodata: per lei fabbricato un monistero in Pavia dal re Cuniberto, III, 106, 107. Suo epitaffio, 107, 108, 109, 110.