Tracondo, console orientale sotto l'imperadore Zenone, II, 681.
Tradizione sacra, sempre conservata nella Chiesa cattolica, III, 55.
Traiano (Marco Ulpio), che fu poi imperadore: suo consolato, I, 347. Adottato e dichiarato collega nell'imperio da Nerva, 377, 378. Rispettato da' Barbari stessi, 391. Sua modesta entrata in Roma, 382. Principii gloriosi del suo governo, 383. Sua modestia e cortesia, 386. Clemenza ed applicazione, 388. Titolo di ottimo principe a lui conferito, 389, 410. Sue fabbriche e beneficenze, 391. Geloso del ben pubblico e privato, 393. Sua prima guerra contro i Daci, 394. Suo trionfo, 396. Sua seconda guerra contro quei Barbari, 399. Ponte insigne da lui fabbricato sul Danubio, 401. Dà fine alla guerra dacica, 405. Torna a Roma, e celebra il suo secondo trionfo, 407. Perseguitati sotto di lui i cristiani, 411. Piazza Traiana da lui fabbricata, 414. Parte con una possente armata per portare la guerra a Cosroe re della Persia, 415. Il quale, ciò udito, manda a lui ambasciatori con regali, pregandolo di pace, ivi. Gliela nega, e continua il viaggio fino in Antiochia, 416. Gli è presentato Sant'Ignazio, vescovo di quella città, ch'ei, come cristiano, manda a Roma per esser esposto alle fiere nell'anfiteatro, ivi. Giunge ai confini dell'Armenia, 417. Regali a lui mandati da' varii principi di quelle contrade, ivi. A lui si porta Partamasire re dell'Armenia, chiedendogli la conferma del regno d'Armenia, che non ottiene, 418. Giuramento di fedeltà a lui prestato da varii re, 420. Quali fossero i ricreamenti di questo imperadore, ivi. Come trattasse la milizia, ivi. Conquista la Mesopotamia, 421. Dà il sacco al regno de' Parti, 424. E un re a quei popoli, 428. Fine di sua vita, 429. Sue ceneri accolte con trionfo in Roma, 433.
Traiano (Decio), governatore della Pannonia, fatto morire da Elagabalo, I, 755.
Traiano, conte cattolico, generale di Valente Augusto in Armenia, II, 193. Gli è tolto quel comando, 210. Muore in battaglia, 212.
Trasamondo, re dei Vandali, II, 716, 726. Perseguita i cattolici, 751. Termina i suoi giorni, 811.
Trasarico, re de' Gepidi, infesta i confini dell'imperio romano, II, 753. Mandatogli contra un esercito da Teoderico re d'Italia, si ritira di là del Danubio, ivi. A lui toglie poi Teoderico la città di Sirmio, ivi.
Trasea (Publio Peto), senatore di gran virtù, I, 215, 223. Fatto morir da Nerone, 241.
Trasguno, duca di Fermo, III, 304.
Trasimondo, conte di Capoa, II, 1274. Duca di Spoleti, III, 13.