Ugo, delfino di Vienna, V, 337.
Ugo Cavalcabò, marchese, occupa Cremona, V, 914.
Ugo Boncompagno, cardinale, eletto papa, VI, 754, 755. V. Gregorio XIII.
Ugolino, cardinale e vescovo d'Ostia, da papa Onorio III mandato a Genova per rimettere la pace fra i popoli d'Italia, IV, 1033. Poscia dallo stesso pontefice mandato a Milano e a Piacenza, 1037. Dà la croce a Federigo II imperadore per andare in Terra Santa, 1043. Mette pace fra i cittadini di Piacenza, 1051. Eletto papa, 1077, V. Gregorio IX.
Ugolino de' Gherardeschi, conte, creato signore di Pisa, V, 182. Per le sue doppiezze ed iniquità dalla fazione dell'arcivescovo Ruggieri, suo capitale nemico, ordita una congiura è preso, gettato in fondo d'una torre con due piccioli figli e tre nipotini, e colà lasciato morir di fame, 196.
Ugolino Gonzaga, signor di Mantova, V, 608. Sue truppe in aiuto di Jacopo da' Pepoli, signor di Bologna, 614. Col fratello Filippo va contro i Visconti, 654. Capitano della lega, contro gli stessi Visconti, 662. Contro i quali riporta una vittoria, 667. Fa pace con essi Visconti, 668. Sconfigge nuovamente le lor genti, 681. Ucciso dai fratelli, 690.
Ugolino de' Trinci, signor di Foligno, V, 593.
Uguccione dalla Faggiuola, V, 244. Capitano dei Romagnuoli contro i Bolognesi, 253. Cogli Aretini, i Ravegnani e con quei di Montefeltro fa guerra a Cesena, 281. Capitano degli Aretini, è sconfitto da' Fiorentini, 332. Eletto per loro signore dai Pisani, 367, 368. Guerra da lui fatta ai Lucchesi, 377. S'impadronisce di Lucca, 378. A Montecatino dà una gran rotta ai Fiorentini, 383. È cacciato da Pisa, 388. Perde anche Lucca, ivi. Si rifugia presso Cane dalla Scala, 389. Il quale, pel credito che godea nell'arte della guerra, lo crea suo capitan generale, ivi. E coll'aiuto suo cerca di ricuperar Lucca, ma, fallito il colpo, se ne torna a Verona, 393. Da Cane mandato per avere Trivigi, 403. Fine dei suoi giorni, 406.
Uladislao, duca di Boemia, IV, 744.
Ulca, fiume, sulle sponde del quale Teoderico, figlio di Teodemiro, che fu poi re d'Italia dà una rotta ai Gepidi, che si oppongono al suo passaggio in Italia, II, 699.