Io volentieri accenno qui le composizioni facili e di poca spesa, affinchè tutti, e massimamente i poveri, possano provvedersi di qualche riparo contro gli assalti della pestilenza. Allorchè questa è padrona del campo, a molti mancano gl’ingredienti, e a più manca ancora il danaro per procacciarseli. E se taluno dicesse di non aver gran fede in certe semplici o vili composizioni, ho il dispiacere di rispondergli che nè pur egli s’ha a fidar troppo d’altre composizioni e preservativi più preziosi e faticosi; perciocchè in mezzo alla peste nessun altro rimedio sicuro e privilegiato c’è se non la mano di Dio; e per conto dei rimedi umani più talvolta gioverà un poco d’aceto, di solfo, di ruta, di canfora o altro semplice, che un lunghissimo recipe composto dall’ambizione. Seguitiamo dunque a dire che alcuni trovano buono il seguente

Preservativo antipestilenziale.

℞. Fiori di solfo e zucchero bianco in polvere in egual quantità; e mescolati insieme, prendine la mattina a digiuno un mezzo cucchiaio per bocca, bevendovi appresso un poco di vino bianco buono.

Potrà parimente giovare ai poveri il porre in infusione entro vino buono foglie verdi di pimpinella, e beverlo alquante ore dopo. Ovvero mettere la sera in aceto buono, sicchè stia coperta, una noce secca mondata dalla pelle; e la mattina seguente si mungi la noce e si beva l’aceto. Questo, benchè tanto facile, pure si dà per un buon difensivo. Può essere che si metta a ridere qualche medico, non però addottorato in medicina; ma sappia egli che in fatti alcuni, anche valentuomini, col solo aiuto dell’aceto, preso in picciola dose le mattina con un poco di pane, e fiatato alle occasioni, si sono preservati. Ne parleremo fra poco. Le bacche poi di ginepro mature e fresche, cioè di color nero o pavonazzo, e non rosse, vengono commendate da tutti, ed entrano in moltissime composizioni contro la peste. Si potrà farne estratto, cioè cavarne il sugo con acqua, dove sieno state infuse e calde per tre giorni, spremendole dipoi per pezza netta. O pure si tengano in fiasco con vino buono sopra, per mangiarne tre o quattro per volta, riuscendo anche utile lo stesso vino.

Angelo Sala insegna a fare il mele, o sia l’estratto di ginepro, con pestare grossamente nel mortaio le bacche fresche, e cuocerle poi in acqua, finchè si vegga separata la materia glutinosa. Spremuta la decozione, per quanto si può, si faccia essa di nuovo cuocere, finchè si riduca in consistenza di mele, che sarà dolce e fragrante. Servivasi poi il medesimo autore di questo estratto per uno degl’ingredienti a formare la seguente composizione, chiamata da lui Triaca de’ poveri, e consigliata come un eccellente antidoto contro la peste:

Triaca de’ poveri.

℞. Erb. veronica, scordio, cardo santo seccate, ana onc. 2, feccie d’aro, fiori di solfo, ana onc. 1, zedoaria, radice d’imperatoria, di elenio, di irundinaria (che m’immagino essere la chelidonia), di carlina, di valeriana, mirra eletta, dram. 6, olio di vitriuolo dram. 1, mele odoroso spumato lib. 3, estratto di ginepro mez. lib. L’erbe e le radici separatamente si polverizzino bene, e si triti a parte la radice d’aro preparata. Poi si mettano il mele e l’estratto in pignatta ben vetriata, facendo solamente scaldare e non bollire la materia; e dopo vi si mescolino le polveri suddette, movendo tutto fortemente con pestello di legno, finchè si riducano in forma di elettuario. Raffreddata la composizione, aggiungi i fiori di solfo, la mirra e l’olio di vitriuolo; e mettendo tutto in vaso di terra vetriata, riponlo a fermentarsi. Se ne prenda, secondo la diversità de’ corpi che debbono valersene, da uno scrupolo fino a una dramma.

Varie erbe possono servire di preservativo. Sei d’esse fra l’altre sono credute contravveleni, cioè l’ipperico, il vincetossico, l’enula, il dittamo, l’aristolochia e il rafano selvaggio. Marsilio Ficino dice d’aver dato del rafano un poco per volta ai poveri con utile notabile. Si prendono tali erbe in boccone mattina e sera, o seccate in polvere con buon vino, o il loro sugo si bee al peso di un’oncia in circa. L’assenzio, che anche medichetto si chiama, è tenuto da tutti per un egregio preservativo contro il veleno pestilenziale, e moderatamente preso tiene in buon appetito le persone. In varie maniere si può prendere; la più facile è d’infonderlo nel vino, e prendere talvolta una bevuta di questo. Sono ancora lodate quest’altre: Scabbiosa, tormentilla, pimpinella, sassifraga, acetosella, imperatoria, scorzonera, angelica, carlina. A chi la borsa non suggerisce di meglio, potranno giovare questi facili medicamenti, che in fine anche dai medici migliori sono riconosciuti per non inutili, anzi adoperati come molto proficui nelle loro ricette. La galega, o sia ruta capraria, appellata da alcuni castracane, si tiene anch’essa per potente preservativo contro il veleno pestilenziale. Si usa in vari modi, cioè cruda in insalata, o cotta in minestra. Si piglia polverizzata in vino o altra bevanda appropriata. Si mette in infusione entro il vino o in aceto, che poi di quando in quando si bevono. Se ne bee anche il brodo e l’acqua distillata; ed è nel verno buona anche la sua radice. Dell’una e dell’altra piantaggine dicono cose grandi alcuni medici per preservarsi dalla peste; e lodano altri non poco l’acetosa, cioè l’oxalide, prescrivendone un boccone d’essa ogni mattina a digiuno.

Per la gente delicata possono servire, secondo il Diemerbrochio, le scorze di melarancio o di cedro condite, o alcune gocce d’olio di ginepro da bersi con un poco di vino, o sia l’estratto di bacche di ginepro, quanto una noce moscata da mangiarsi. Anche gli spiriti di sale e di vitriuolo, e di zolfo, e di sugo di cedro ed altri simili acidi, appunto per questa loro qualità, vengono celebrati per efficacissimi in resistere alle putredini, se mi lice usar questo termine degli antichi. Si prendono in bevanda d’acqua di scabbiosa, di cardo santo, di betonica, di melissa, o in altro liquore. I coriandoli preparati, e presi la mattina a digiuno, e anche dopo pasto, possono essere di qualche utilità. Per rimedio facile, di poca spesa e di non poca virtù, viene consigliata da alcuni la seguente

Polvere preservativa.