Polvere preservativa.

℞. Aloè epatico, cinnamomo eletto, mirra eletta, ana dram. 3, garofani, macis, legno aloè, mastico, bolo armeno, ana mez. onc. Si polverizzino sottilissimamente.

Può confermare la buona opinione di questo antidoto il vedere che Cornelio Gemma scrive tenersi dal re di Spagna per segreto riguardevole (poco importa quand’anco non sia vero) una composizione affatto simile colla giunta d’una porzione eguale di terra sigillata e di croco, o sia zafferano. Giovanni Cratone anch’egli con poca diminuzione insegna lo stesso; e nella peste di Napoli e di Roma del 1656 fu formato di questa polvere un elisire chiamato preservativo potentissimo nelle Regole pel Contagio pubblicate l’anno 1680 in Ferrara, con aggiungervi solfo puro e rosmarino, ana dram. 4 macerando poi tutto in acquavite secondo l’arte, ed estraendone il liquore. La dose era di 3 in 4 gocciole prese in acqua di cardo santo o scorzonera. Abbiamo detto di sopra che il mitridato minore è un preservativo stimatissimo anche per la facilità di comporlo; ora si vuol aggiungere che la triaca, il diascordio del Fracastoro, e altri simili rinomati contravveleni sono de’ più lodati, e consigliati in tempo di contagio, anche per preservarsi, ma non già col solo odore, che questo gioverebbe poco. L’Etmullero antepone il diascordio; e il Pareo preferisce a tutti i cordiali creduti preservativi la triaca e il mitridato, prendendo mezz’oncia della prima, mischiata nelle stagioni calde con un’oncia e mezzo di conserva di rose, o di borraggine o di viole, e dramme 3 di bolo armeno. Altri però stimano necessario il mischiare e temperare la triaca con qualche acido in tempi di peste. E qui avverto, per chi nol sapesse, venire stimata più la triaca vecchia che la nuova, purchè non passi i trenta anni, dopo il qual tempo essa va perdendo la forza. Di più se per ogni libbra di triaca impasterai dentro once 4 di polvere di contrajerba, lasciandola così riposare e fermentare per alquanto tempo, dicono che riuscirà essa di gran lunga migliore contro la peste e i veleni. È anche lodatissimo il prendere la mattina prima d’uscire di casa un bicchiero di vino canforato. Si accende un grano di canfora grosso come un pisello, e si mette a nuotar sopra il vino tanto che finisca ivi di bruciarsi; e tornandolo ad accendere finchè si consumi, si bee dipoi quel vino. Così nell’ultima peste di Lipsia si trovò sommamente giovevole l’olio di succino canforato con prenderne alcune poche gocce in acqua di scordio; anzi pare che d’esso si valessero i medici anche nella curativa.

Nell’ultima pestilenza di Polonia del 1709 il miglior preservativo che si dica ivi provato fu l’elisire dello Schomberi, i cui ingredienti sono quei che seguono:

Elisire preservativo.

℞. Tintura bezoartica secondo l’arte, elisire di proprietà secondo l’arte, tintura di genziana, essenza di canfora parti eguali. Mesci tutto insieme, e bevine da 40 a 60 gocce nell’acquavite, o nella birra calda, o nel buon vino.

L’elettuario, chiamato d’Angrisani, vien chiamato dal Cristini con parola assai magnifica miracoloso contro la peste, aggiungendo egli che dell’anno 1656 nella peste di Napoli, Roma ed altri luoghi fu il medesimo con gli esperimenti provato per uno de’ migliori preservativi ed anche curativi. Eccone la ricetta:

Elettuario d’Angrisani preservativo.

℞. Radici d’angelica, carlina, dittamo bianco, imperatoria, tormentilla, contrajerba, corallina, bistorta, aristolochia rotonda, legno aloè, seme di senape bianca, di cardo santo, d’acetosa e di portulaca, ana onc. 1; croco orientale mez. onc. Si polverizzi tutto, e sia ben lamisato. Poi prendi estratto di bacche di ginepro delle rosse e delle nere, ana lib. 2, triaca d’Andromaco vecchia lib. 2, unicorno, belzoaro ottimo, corno di cervo, ana dram. 2; siroppo d’agro di cedro quanto basta per unir le robe; e se ne formi elettuario, di cui prendi per bocca una mezza dramma o un’intera per volta.

Scrive il P. Chirchero che nella peste di Roma del 1656 chiunque si servì del seguente rimedio si preservò, ancorchè dimorasse nella casa stessa con appestati o avesse cura di loro. Tanto più volentieri il rapporto, quanto che è di poca spesa. Così avesse egli anche notata la dose.