Più generoso o almen più composto è questo

Altro elettuario canforato.

℞. Canfora, dittamo eretico, scordio, radici di angelica, di zedoaria, cinnamomo, zenzero, ana dram. 1; noce moscata dram. 2; bolo armeno mez. dram., seme di ruta, macis, zafferano, ana scrup. 1; muschio gran. 7; zucchero bianco, vino odoroso, ana quanto basta. Si formi il tutto a guisa d’oppiata.

Giovanni Poppio disciolta la canfora in aceto ne dava un cucchiaio all’infermo. Giovanni Hartmanno racconta che nella peste del 1611 giovò ad assaissimi la seguente

Acqua canforata.

℞. Spirito di vino ottimo lib. 1; canfora scelta dram. 7 e scrup. 1 per la state, e dram. 10 e scrup. 2 pel verno. Mischia insieme, tritata prima la canfora, la quale si scioglierà tosta sensa fuoco. Appendi in una pezza croco orientale mez. scrup. Lo spirito di vino diverrà di color d’oro. L’acqua si conservi in un vetro capace e non pieno, cioè lasciandone vota la quinta o sesta parte.

Mattia Untzero forma uno spirito triacale con canfora da darne una dramma e mezza o pur due dramme in alquanto d’acqua di cardo santo, per far sudare: il che narra egli essere egregiamente succeduto nella peste di Halla del 1610. Eccone la composizione:

Spirito triacale canforato.

℞. Triaca vecchia onc. 5; mirra rossa onc. 2 e mez.; croco orientale mezz. onc., spirito di vino ottimo onc. 10. Posto tutto in boccia di vetro e sovrapposto lambicco cieco, nel cui becco sieno prima poste dram. 2 di canfora, stia in infusione per 8 dì in luogo caldo; poi si distilli in bagno maria a fuoco lentissimo e ne avrai spirito triacale sottilissimo.

Se vogliam credere al suddetto Untzero, purchè con dram. 5 di questo spirito triacale si mescolino dram. 3 di spirito di tartaro ottimamente rettificato sopra colcothar di vitriuolo, cioè sopra vitriuolo bruciato, e dram. 1 e mez. di vitriuolo, si ha una composizione mirabile, contenente tutti i requisiti per la perfetta cura de’ morbi pestilenziali e superiore a tutti gli altri antidoti contra la pestilenza. Una tal composizione certo sarà da stimarsi; ma l’Untzero fu chimico di professione, e perciò magnifico nelle promesse. L’olio pestilenziale dell’Einisio medico veronese scrivono che facesse delle maraviglie nella peste della sua patria, di maniera che gli fu dopo la morte alzata una statua. Si compone di parti eguali d’olio di canfora, olio di succino, olio di scorze di cedro ben mischiate, con prenderne dieci o quindici gocce, secondo le circostanze. Entra anche la canfora nell’acque triacali e cordiali composte dagli autori contra la pestilenza; ma è tempo di finirla.