Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Essendo io ritornato da Ferrara, ho ritrovato questa provincia nel disordine, che credo V. S. abbino inteso; della qualcosa, per lo effetto che dipoi è seguito, io son certo che alcuni ribaldi banditi di questo paese siano stati quelli che siano iti a far venire queste genti, con speranza di dare loro questa provincia a sacco. Sit quomodocumque, con queste genti era uno Bogietto da Sommocolognora detto il Cornacchia, li latrocinii e assassinamenti del quale credo che a V. S. siano notissimi; e Olivo e Nicola da Pontecchio, e uno delli figliuoli del già Pier Madalena, che ammazzarono il conte Carlino da San Donnino e la madre: ora ho avuto certo avviso che a Curfigliano, terra di V. S., si ritrova questo Cornacchia, e qualcuno di questi altri sopranominati. Non credo che bisogni ch'io ricordi a V. S. le convenzioni fatte tra lo illustrissimo signore mio e V. S. per il magnifico messer Santuccio suo e me, nè quello che in simili casi io abbi fatto ad ogni richiesta di V. S., che io mosterrei avere diffidenza di quelle, e per la verità non ho minor fede in quelle che nell'illustrissimo signore mio, a conservazione di questo stato e della giustizia; solo mi pare che basti significarli che questo ribaldo Cornacchia si trova a Gurfigliano (delli altri non sono così certo), e pregare V. S., e così le prego, che con quanto migliore modo che ponno o mandando il suo bargello o comandando alli suoi sudditi del loco che faccino lo effetto, operino di modo che questo ribaldo sia preso; e così se altri delli sopranominati ci sono: e preso che sia, dare avviso. Io domando a V. S. questa grazia: alle quali sempre mi raccomando.
Castelnovi, 7 iulii 1524.
CXXXIX
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici et excelsi domini. Ho visto quanto le V. eccelse S. mi scriveno circa la differenza delli uomini di Cardoso, sudditi di quelle, e li nostri di Valico. Mi rincresce della loro insolenza; farò chiamare le parti, e per quanto a me si aspetta, non mancherò di ragioni; e se li nostri aranno fallito, non mancherò di punirli; perchè ancora noi desideriamo, che li uni e l'altri de' vostri e nostri sudditi vivino in concordia e pace: e alle prefate Vostre eccelse Signorie del continuo mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, die 15 iulii 1524.
CXL
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Da questi vostri di Cardoso intenderanno le V. eccelse Signorie, a quello sia rimaso in la loro causa con quelli nostri di Valico: io non sono per fare altra differenza fra li sudditi di quelle e li nostri, nè patirò, per quanto potrò, li sia fatto torto nè violenza; e alle prefate V. eccelse Signorie del continuo mi raccomando.