Io sempre scrissi e son per scrivere liberamente a V. Ecc. tutti quanti li andamenti ch'io veggo, sì per mutar proposito, sì ora a lode ed ora a biasimo, secondo li portamenti: ben prego V. Ecc. e li Secretarî, che di quello ch'io scrivo o male o bene mi tengano secreto, chè Dio mi è testimonio, che non affezione, non odio ch'io porti più a l'uno che a l'altro, ma l'amore de la giustizia mi spinge a scrivere e dire quello che accade.
Appresso, questo ferito Capitano de le genti del Sig. Giovannino credo che risanerà: quando è stato un poco meglio io l'ho interrogato da lui solo e da me, e poi ho fatto una nota di quanto m'ha risposto, copia de la quale mando a V. Ecc. Credo che in parte dica il vero e in parte anco lo taccia: non di meno quella può fare congiettura del resto. Io le manderò anco alcuni altri testificati ad agio. Il prete da Soraggio de li Bosi che ad instanza del Commissario di papa Clemente era stato preso, cioè che diede quando venne qui, or ora è morto dopo un mese ch'era stato ammalato. Non ho mancato, poi ch'io son stato qui, ch'io non gli avessi fatto levare li ferri e andare li medici e li parenti, e padre e fratello per sua cura, e fargli tutte quelle provvisioni che mi sian state possibili; tuttavolta è morto, e sta ben morto, perchè era una mala bestia, e teneva in grandissima paura tutto Soraggio, e stuprava uomini, e dava ferite e bastonate, e ogni dì n'avevo reclami. Altro non accade: a V. Ecc. sempre mi raccomando.
Castelnovi,[291] XX iulij 1524.
CXLIII[292]
Al medesimo
Ill. Sig. Sig. mio osseq. Benchè io creda che non abbia di bisogno, pure perchè alle volte interviene de le cose ch'altri non pensa, non sarìa fora di proposito che V. Ecc. facesse provvedere una soma di polvere in queste fortezze, fra qui in Castelnovo, Camporgiano e le Verucole, in ogni caso che potesse avvenire, perchè la polvere qua è molto cara: e avendone V. Ecc. in Rubiera, quando quella ne volesse mandare una soma di là, io comanderò da qui a qualche giorni di farla pagare de li denari de la gabella qui. Al presente non ci è ordine di pagarla, per avere la gabella debito per altre occorrenze. V. Ecc. farà cosa grata a questi uomini, e ancora li inanimerà; chè a non farlo, queste fortezze non hanno provvisione alcuna quando accadesse alcuna cosa; sicchè V. Ecc. pigli quello più espediente le pare: alla bona grazia de la quale del continuo mi raccomando.
Ex Castelnovo Carfignanae, die 24 iulij 1524.
Excellentiae Vestrae
Servitor,
Ludovicos Ariostus.