Ai medesimi
Magnifici etc. Ho visto quanto V. S. mi scriveno in recomendazione di Bartolomeo e Girolamo Mariani dal Borgo; le S. V. sanno che mi possono comandare: io non sono per mancare del debito mio, e prestare tutto quello favore a quelli suoi, che per me giustamente si potrà, con breve espedizione, come sono obbligato per amore delle prefate V. S.: alle quali di buono core mi raccomando.
Ex Arce Castri novi, 27 aprilis 1525.
CLXX
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. A questi giorni ho ricepute due di V. S., una delli 8, l'altra de' 12 del presente, per le quali mi avvisano li mali deportamenti che fanno quelli di Valico di sotto alti suoi di Coreglia e di Motrone; il che mi è dispiaciuto sommamente: ma non mi meraviglio di quelli di Valico, perchè alli giorni passati hanno avuto ardire di volere mettere mano alli nostri balestrieri che erano andati là per fare certe esecuzioni. Sono certo che il mio Signore ne farà dimostrazione verso loro, come già m'ha scritto sua Eccellenza: ho mandato a chiamare quelli tali che V. S. mi mandorno nominati in una sua lista, quali oggi hanno mandato qui a me due suoi incaricati, per intendere la causa perchè io li chiamo: ho detto loro che io voglio che comparischino personalmente: comparendo o no, procurerò contra di loro a quanto vorrà la giustizia, nè mancherò di fare tutto quello potrò, se aranno fallito, di punirli, come sono obbligato per le V. S. e per la ragione. Circa quanto V. S. mi scrivono di Belgrado, arìa grandissimo piacere fusse relassato di prigione, e che V. S. pigliasseno da lui la sicurtà conveniente al grado suo di vicinare bene con li suoi sudditi, che io ci veggio male ordine che lui trovi sicurtà di 400 o 500 ducati, ma sì bene una sicurtà onesta, e così lo recomando alle S. V.: alle quali mi raccomando.
Ex Castronovo Carfagnane, die 14 maii 1525.
CLXXI
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. È stato qui da me uno Bernardo Guassello da Castiglioni, suddito di V. S., e dice, che mandando alli dì passati una soma di capretti a Lucca suso un asino, quale aveva tolto in presto da una vedova da Ponticosi, li fu levato da certi di Aquilea, allegando che lo asino è loro; e parmi che costì in vescovato sia stato giudicato l'asino essere di quelli di Aquilea; adesso dice la causa essere davanti le S. V.: e perchè io ho parlato con quelle due prove da Ponticosi, e anco con delli altri, che la verità è, che l'asino è quello di quella vedova, e che lei glielo prestò, e che già sono 3 anni che lei il comprò, prego le S. V. che, se bene costui non ha indotto tante prove come li suoi avversarii, e questo per la incomodità e spese, che quelle si voglino aderire alli più degni, perchè questi dei Ponticosi sono uomini da bene e uomini che non diriano questo, se non fusse la verità; e che perciò non permettino sia fatto torto a questo suo, come sono certo faranno: alla buona grazia delle quali mi raccomando.