Al marchese di Mantova
Ill.mo ed Eccell.mo Signor mio osservandiss.mo Io mi chiamo perpetuamente obbligato a Vostra Eccell.a del dono ch'ella mi ha fatto, che la mia carta possa passar pel dominio suo senza pagar dazio; ma più me le obbliga molto l'aver per le sue lettere veduto quanto di bona voglia mi ha concesso questo, e datomi speranza di maggior cosa quando mi accada. Io all'incontro mi sforzerò di non parer ingrato a tanta benignitade, ed anco in questa poco di aggiunta ch'io son per dar al mio Furioso Vostra Eccell.a potrà veder ch'io ho di lei parlato onoratamente: in bona grazia della quale mi raccomando sempre.
Ferrarie, XVII febr. MDXXXII.
Di Vostra Eccellenza
Devotissimo servitor,
Ludovico Ariosto.
CLXXXI
A Gianfrancesco Strozzi
Magnifico messer Giovanfrancesco mio onorando. Ho avuto, insieme con messer Guido e con madonna Alessandra, gran dispiacere della lettera, che vi sia stata aperta. S'userà per l'avvenire più diligenza, che non accada più. Lo amico non è ritornato ancora dal loco dove era andato: pur si aspetta in breve. Come sia ritornato, farò quanto per l'altra ho promesso a V. S. Circa il nome delli lavoratori, l'uno ha nome Pier Antonio Tomi, e l'altro Santo Zago. Madonna Alessandra mi dice, che non facciate fondamento sopra queste possessioni, perchè ha da messer Guido intenzione che più tosto vi saran date per una dimostrazione, che perchè sieno in effetto quelle che v'abbiano a fare le spese, perchè lui (non) vi mancherà di tutto quello che avrete bisogno. Purchè si faccia che l'amico sia contento, non vi avete a pigliar cura d'altro. Altro non dirò. Mi offero, e raccomando, insieme con madonna Alessandra, a Vostra Signoria.
Ferrara, 20 febr. 1532.
Di Vostra Signoria,
Lodovico Ariosto.