Servitore deditissimo,
Ludovico Ariosto.

CLXXXVII

A Gianfrancesco Strozzi

Magnifico mio onorando. Ora ritrovandomi in casa di madonna Alessandra, è arrivato un vostro messo con una vostra lettera; ed è arrivato a tempo, perchè avevo bisogno di scrivervi, e non sapeva come mandarvi la lettera. Non ieri, l'altro, venne una febbre a messer Guido, ed oggi, che è il terzo giorno gli è ritornata. Egli mi pare che si metta alquanto di paura, ancora che li medici gli dicano che il male non è pericoloso; e dice che si vuol confessare domani ed acconciar li fatti suoi e per l'anima e pel corpo: ed oggi, essendolo io andato a visitare, mi disse (ch'altri non v'era che egli ed io) ch'io vi scrivessi che veniste in questa terra, perchè vuole che quello che si ha da fare si concluda. Io poi sono venuto di qua a casa di madonna Alessandra; e conferendo seco questa vostra venuta, è di parere che non dobbiate correre così in fretta, perchè le pare che sarìa un far disordine e tumulto, non essendo ancora placata quella fera salvatica. Io avrei ben desiderato che questo vostro messo avesse avuto volontà d'aspettar tutto domani, acciò che riparlando io con messer Guido poi che la febbre fosse cessata, avessi meglio potuto sapere quello che vorrà fare poichè sarete in questa terra; ma volendosi partire, non ho voluto che venga senza questa mia. A me parria, e così a madonna Alessandra, acciò che non veniste a volo per forse ritornarvene senza conclusione indietro, che voi non veniste all'avuta di questa; ma che voi mi mandaste qui un vostro messo subito, per lo quale io vi potessi dare avviso più maturo dell'intenzion di messer Guido risoluta, poi ch'io avessi potuto parlar seco, che non fosse sì gravato dal male come è oggi. Pur io mi rimetto a voi, che facciate in questo quanto vi pare.

Della casa non s'è fatto altro, poichè fin qui non non ne abbiamo ritrovate. Quelli de' Trotti dicono che non vogliono affittar la lor casa, ma venderla. Io non starò di cercare. Madonna Alessandra farà le vostre raccomandazioni, ma non tutte. Mi vi offero e raccomando. Ferrariae, 21 iunii 1532.

Vostro,
Lodovico Ariosto.

A Villabona.

CLXXXVIII

Al medesimo

Magnifico messer Giovanfrancesco mio onorando. Avendo a questi dì avuto una vostra lettera, subito le diedi risposta, ancora che fosse direttiva a madonna Alessandra, con speranza di mandarla per lo messo che ci avea portata la vostra, perchè promise di venire a tôrla la mattina, ma poi non venne; sicchè la lettera restò qui più di tre giorni poichè fu fatta. Finalmente la dirizzammo a Lendenara in mano d'un Ercole Malmignato, con speranza che ve l'abbia a mandare: forse che a quest'ora l'avete avuta, e forse anco che no. Quando pur fosse andata in sinistro, mi è paruto di replicarvi questa, la quale il fattore di messer Guido a Recano mi ha promesso di mandarvela per un messo a posta. Voi dunque intenderete, se già non l'avete inteso, che quando la vostra lettera arrivò, messer Guido si era ammalato d'una febbre molto acuta; ed essendolo io andato a visitare, mi disse ch'io vi scrivessi che voi venissi subito, per dar fine a quanto era tra voi promesso. Poi, cessando la febbre ed essendo ritornato meglio in sè, disse a madonna Alessandra, che vi rescrivessi che voi non vi affrettassi di venire, ma che sarìa buono che voi mandassi qui un vostro messo, il quale quando fosse accaduto peggio a messer Guido vi potesse subito venire a darne avviso, acciocchè voi lasciando ogni cosa aveste a venire. E così ella ve lo scrisse di sua mano, ed anco vi mandò la mostra di certi capelli. Ora intenderete che messer Guido sta assai bene; e gli è fallato un termine della febbre: speriamo che non ne avrà più. Per questo non ci accade ad affrettarvi altrimente per adesso; ma aspettare le cose vostre per poter poi venire espedito. Ben vi conforta madonna Alessandra, ed io similmente, che cerchiate d'espedirvi più tosto che sia possibile, e che vegnate poi, acciò non intervenisse qualch'altra cosa che vi avesse a far danno. Altro non accade. Madonna Alessandra ed io vi ci raccomandiamo. Se avrete la lettera di sua mano, avrete inteso di quella camorra,[314] e d'altre cose ch'ella vi scrive: se non l'avrete avuta, ve lo replicheremo un'altra volta.