Ferrariae, XXIX novembris MDXVI.

Hipp. S. Luciae in Silice
Diaconus Card. Esten.

IV

Al medesimo

Perchè nessuno si intrometta ne le cose che appertengono alla Cancelleria de lo Arcivescovato nostro di Milano, se non Mess. Paolo Rena e Mess. Filippo da Calcano, li quali Mess. Ludovico Ariosto per l'autorità che di questo gli avemo data ha eletti all'officio di quella,[319] volemo che per nostra parte facciate uno editto, che nessuno altro notaro, se non li prefati Mess. Paolo e Mess. Filippo o li sostituti loro, si debbia intromettere in alcun atto appertinente a ditta Cancellaria, massime di collazioni e di instituzioni di beneficî ne la città e diocesi di Milano, sub poena nullitatis actus et contractus, et ulterius sub poena quinquaginta ducatorum aureorum auferendorum a quolibet contrafaciente, aplicandorum pro dimidia mensae nostrae Archiepiscopatus, et pro alia dimidia Cancellariae, e così voi ancora avrete a mente di non interponere la vostra autorità in alcuno contratto, se uno de li prefati Cancellieri non serà rogato de lo instrumento iuxta solitum.

V

Al Sufraganeo nostro

in Milano.

Perchè avemo piacere che li familiari nostri alli quali avemo concessa la Cancellaria de lo Arcivescovato nostro di Milano ne abbiano quel maggior profitto che onestamente e per la giustizia se ne può avere, ne è parso per questo di avvertire la P. V. che dove può far loro utile, ne farà gran piacere a farlo, e questo serà non lasciando preterire li tempi che non tenga le ordinazioni solite. Oltra di questo sappia che non volemo per modo alcuno che ammetta altro notaro che li Cancellieri nostri, cioè Mess. Paolo Rena e Mess. Filippo da Calcano, o li sostituti loro. Ancora che reputamo che V. P. non sia per fare altramente, pur la ne avemo voluta avvisare acciò lo faccia più volontiera, conoscendo essere così di mente nostra; et bene valete etc.

GRIDE FATTE PUBBLICARE DA LODOVICO ARIOSTO IN GARFAGNANA[320]