A Beltrando Costabili in Roma

Rev. Pater, amice noster carissime, salut. — Quantunche ce rendiamo certi che per lettere de la Ex. del sig. Duca la Santità de Nostro Signore haverà inteso a pieno il caso occorso a lo Ill. sig. Don Julio nostro fratello; non di meno et per debito de la sirvitù nostra verso Sua Beatitudine et perchè questi ribaldi che hanno offeso il prefato sig. Don Julio già stettero a li servitij nostri, ni è parso per el megio de V. R. P. replicargli il medesmo brevemente. Et però da parte nostra, basati li piedi de Sua Santità, li fareti intendere, como ritrovandosi a Belreguardo el sig. Don Julio, et cavalchando a piacere su quelle campagne dopo megio dì, fu assaltato da quattro, già nostri familiari, quali el trassero da cavallo, et cum più percussioni cerchorno extinguerli la luce de li occhi[144], abenchè speramo pure che per gratia de Dio le cose passeranno bene. La causa di tal delicto et cosa facinorosa[145], per quanto havemo possuto intendere, è stata, che havendo inimicicie questi che diceámo esser de li nostri cum alcuni de la famiglia del sig. Don Julio, pareva che Sua Signoria li favoreggiasse extremamente contra li prefati; et intendendo costoro che pur erano qualche differentie fra el prefato signore nostro fratello e nui (per causa di quello preti vi scrivessimo), extimorno non ni haver a fare iniuria a nui offendendo Sua Signoria, et cusì se misero a fare una sceleranza tanto enorme[146]. Di che nui havemo preso quello dolore che sia possibile a pensare: e non sapemo che altra cosa ni havesse potuto incontrare a questo tempo che ne fosse di tanto affanno et angustia como è questo caso, che ni ha premuto et preme tanto, che ni fa uscire de li termini nostri. Imperò che, anchor che siamo persona ecclesiastica, non siamo restati fare ogni opera ad complacentia del prefato sig. Duca nostro fratello per havere ne le mani questi malfactori, quali per anchora non si sono potuti havere. Et tutto V. R. P. exponerà a la prefata Beatitudine cum la solita sua dexterità, cum significarli el cordoglio ne havemo; et raccomandandomi humilmente a li soi Santissimi pedi, valete.

Ferrariae, VIII novemb. M. D. V.

Hip. S. Luciae in Silice Diaconus Card. Esten.

Fuori — Rever. Patri D. Beltrando Costabili Proton. Apost. ac Ducali Oratorio, amico nostro carissimo.

Rome — cito.

Documento V

A Sigismondo Salimbeni in Venezia

Mess. Sigismondo. — Per la littera vostra de heri siamo advisati de la bona mente et dispositione de quella sereniss. Signoria et de li soi amorevoli et paterni ricordi per la instantia che facemo d'havere ne le mane quello Francesco Vergezino homo di pessima sorte, oltra il particulare delicto commesso in la persona de l'Ill. Don Julio nostro fratello; et appresso havemo inteso l'opera facta per il Reverendiss. Cardinale nostro fratello, cum quelle escusatione et persuasione che scriveti. E considerato bene il tutto, perseveramo pur in opinione et in desiderio di essere compiaciuti et de havere tale gratia: unde ve commettemo novamente, che debiate portarve a Sue Sublimità et ringratiarle de core et cum quanta maggiore efficatia sapeti, e cussì de le admonitione paterne come de la bona dimostratione che hanno facto et fanno verso Noi in questo caso, subiungendo che accumuleremo questa a le altre obligatione quali havemo cum epse: poi le pregareti, che ne vogliano fare questo apiacere, de darne el dicto malfactore in le forze nostre, come dal principio ne detteno intentione, quando gli facessemo intendere il caso. Nè vogliano avere rispecto a la interpositione del Reverendiss. Cardinale, perchè se bene Sua Signoria è figliuolo de la prefata sereniss. Signoria, Noi pur siamo il primogenito suo, et però meritamente dovemo essere preferiti et in amore et in compiacentia[147]; et se considerano la causa che ni move e quella che move il Cardinale, senza dubio iudicaranno la causa nostra dovere proponderare a la sua, cussì per essere justa come anchora honorevole; et insumma cognosceranno essere per seguire megliori effecti del darni dicto malfactore, che de l'opposito. Fareti adunque ogni possibile instantia opportuna et importuna per impetrare questa gratia, la quale cussì denominiamo, perchè sopra modo la desideramo et reputamo importarni a l'onore grandemente; et in bona gratia de la prefata Ill. Signoria ne raccomandareti.

Ferrariae, ij decemb. 1505.