Documento IX

Al medesimo in Parma

R.me. — Questa mattina passassemo il Pò a la Pelosella cum questi sigg. capitani regij et cum bono numero de gente da piedi e da cavallo et artiglieria, et pigliassemo il camino nostro verso Pontechio, et gionti al passo, se ne presentète inanti de là del fiume frate Lunardo cum dui altri capitani cum circa 500 cavalli et alcuni falconeti a l'incontro del suo ponte, et comintiorno a tirare cum dicti falconeti: ma noi cum li nostri, per corresponderli, comintiassemo a scaricarli in modo che loro per lo meglio se posero in fuga tagliando el ponte, et lassando li falconeti che furno quattro: et li Guasconi nostri, per non haversi ricordato li nimici de tagliare la corda de decto ponte, se misero a passare et andorno a ritrovare la armata, la quale se era retirata, et la conquistorno, che erano da 40 barche, e alcune barbote e ganzare, et tute le faremo condure fuori de li canali per haverle in nostra potestà, et quelle che non se poteranno condure le faremo brusare. Quelli da Rovigo già erano in via per portarne le chiave, et li inimici fugendo a Rovigo per intrare dentro, gli furno serate le porte incontro. Noi se ne ritornamo, et veniremo questa sera a la Zocha, et per sei ascolte che havemo pigliate de li inimici, se siamo chiariti de le gente loro. Il che significamo a la V. S. sapendo che l'haverà piacere de questa bona nova, come havemo anchora noi.

Ex villa Peloselle, XXIIIJ sept. 1510.

Alfonsus dux Ferrariae.

Documento X

Al medesimo in Ferrara[148]

(sotto nome di Alessandro di Cremona)

R.me — Il Papa mi adimanda Ferrara et ne vorìa dare Asti per recompensa, de entrata de XV in XX mila ducati; et hora tanta intrata in terre di Romagna, sino ne daesse Asti, et vorìa li pregioni. Confessiamo don Ferrante esser vivo, et li negamo voler dare Ferrara, et per consequenter don Ferrante. Lo orator catholico dice che le genti Spagnole non ne seranno contra; et cussì ne afferma che ha parlato per nui gagliardamente. Jo. Cola dice che lo Imperator non vole il Papa habia Ferrara. Il sig. Alberto è ito al Burgense. V. S. facia mo con Burgensi quanto pò et che anche, se possibile è, scriva a la M. Catholica. Di Rubiera, quando V. S. non la potesse tenire, et noi se partessimo sconclusi, la potrìa dare a Vico, havendo a sperare in lo Imperatore. Quando se partiamo sconclusi non faremo compto andare più per vie directe, ma salvarci al meglio poteremo, et quanto più presto poteremo ridurci a Ferrara.

Romae, XVIJ junii M. D. XIJ.