Agli Anziani della Repubblica di Lucca

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Ho veduto quanto V. S. mi raccomandano Francesco Martino suo: non mancherà per me di farli, mediante la giustizia, ogni favore; e perchè sono in questa terra alcuni Statuti, che il commissario non si può impacciare in le cause pertinenti al capitano della Ragione, la qual via è alquanto lunga; io ho avvisato il prefato del modo che ha da tenere per venire a presta espedizione. E come in questa, così in ogni altra cosa sono paratissimo sempre di ubbidire V. S., alle quali mi raccomando.

Ex Castro novo, 23 maii 1522.

XXX

Al duca di Ferrara

Ill. ed Ecc. Signor mio. Le troppe grazie che V. E. fa a questi uomini de la Vicaria di Camporeggiano li inasinisce (chè più onesto vocabolo non so loro attribuire), e nessuna cosa son per far mai se non per forza: io dico questo, chè mi par che usino gran torto al Capitano di Camporeggiano, che avendo esso fatto giustiziare quel ribaldo ch'aveva in prigione, e per li ordini e usanza che qui è dovendo per questo avere lire cinquanta, negano, per quanto me ne avvisa il Capitano, di volerlo soddisfare; e credo che vorranno avere ricorso a V. E., confidandosi che così come quella è lor benigna e liberale nel suo particolare, così anco debbia lor essere in quello che con gran fatica e continuo fastidio li officiali si guadagnano. Supplico V. E. abbia raccomandato il Capitano perchè è da bene e dotto e buono e fedele servitore di quella, per accrescergli l'animo a lui e agli altri di punir li tristi.

Appresso gli significo che ora son capitati qui alcuni che vengono di Maremma, che dicono che molti fanti ch'avevan preso denari a Pisa e poi s'erano imbarcati a Livorno per ire alla guardia di Genoa, son stati tenuti in posta da Messer Andrea Doria, o sia da frate Bernardino,[229] ad un luogo detto Meloria, e morti, feriti e presi con li legni che li conducevano. O vera o falsa che sia la nova la dò a V. E. nel modo che io l'ho; in bona grazia de la quale umilmente mi raccomando.

Ex Castelnovo, 22 junij 1522.

XXXI

Agli Anziani della Repubblica di Lucca