Magnifici ac potentes domini mihi observandissimi. Ancora che pochi dì siano ch'io scrivessi a V. S. del medesimo tenore, e ch'io abbi ritrovato quelle prontissime a compiacermi di quanto io l'ho pregate; pure avendo di nuovo circa questa materia avuto lettere e nuova commissione dallo illustrissimo mio signore, mi è parso di replicare con questa altra, e fare loro intendere, come sua Eccellenza per quiete di questa provincia desidera che fra V. S. e sua Eccellenza sia rinnovata quella consuetudine e patto, ch'io intendo che altre volte ci soleva essere: che li banniti di questa provincia per alcuno caso enorme, come rebelli ovvero assassini ovvero omicidiali volontarii, non possano essere securi nel dominio di V. S., et e converso; e che capitando alcuni di tali banditi da V. S. in questa ducale provincia, il Commissario qui sia obbligato a dare ogni favore a chi li domanderà per parte di V. S., perchè li abbi nelle mani, et e converso: pertanto io supplico V. S. che siano contente di compiacere in questa onesta domanda il mio signore, e scriverne una lettera nel miglior modo che paia a quelle, la quale io abbia a fare registrare nelli Statuti di questo loco; e io farò il medesimo o per mie lettere, ovvero ch'io ne farò venire una ducale come più piacerà a V. S.; in buona grazia delle quali mi raccomando sempre.

Castelnovi, 9 octobris 1522.

XXXIX

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mihi observandissimi. V. S. vedranno quanto questa comunità di Castelnuovo le raccomanda uno fratello di prete Riccio, il quale costì è stato preso per imputazioni di monete false. Quando sia novizio ne l'arte, e mai più non abbi fatto simile errore, e sia stato sedotto dal compagno (sì come è più facile che li cattivi corrompeno li buoni, che li buoni reducano li cattivi al ben fare), io ancora insieme con gli altri lo raccomando a V. S.: ma quando anco sie inveteratus malorum, io non sono per impedire la giustizia. E a V. S. sempre mi raccomando.

Castelnovi, 14 octobris 1522.

XL

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mihi observandissimi. Mi è stato referito che a Ceserana, terra qui prossima e di questa ducale provincia, è nascosamente uno di quelli Totti ribelli di V. S., in compagnia degli figliuoli di Peregrino dal Silico banditi di questo ducale sito; e per non avere io più braccio di quello che io mi abbi, vi stanno contra mia volontà. Per questo mi è parso di avvisare V. S., che con quello mezzo che loro paia il migliore veggano per la via di Lupinaia o altre loro terre in quelle confine, di informarsi se questo che mi è stato detto è vero o no, che anch'io dal canto mio mi sforzerò di informarmene meglio che potrò: e ritrovandosi essere vero, mi pareria ben fatto che V. S. mandassero il loro bargiello una notte, o veramente qui a Castelnuovo o in qualche altro loco, dove più giustamente questi balestrieri che io ho qui si potesseno congiungere con lui e andare a Ceserana, e in un tratto pigliare il ribelle di V. S. e li banniti di questa provincia. Prego dunque quelle, che usino diligenza per trovare la verità di questo che io scrivo, che anch'io farò il simile; e quello che ne arà prima certezza, ne avviserà l'altro. E a V. S. sempre mi raccomando.

Castelnovi, 14 octobris 1522.