Castelnovi, XV iunii 1523.
LXXXII
Al medesimo
Ill. ed Ecc. Signor mio. Per un'altra mia ho avvisato V. Ecc. de l'assassinamento fatto d'una grandissima quantità di bestie minute e grosse da alcuni fanti che stanno a Frassinoro, in favore di Mess. Gian Giacomo Cantello. A lui io scrissi subito, e questa Comunità scrisse, nè ancora n'ho avuto risposta. Poi questi uomini a chi son state levate le bestie sono iti per ricuperarle, e sono iti indarno, come a bocca il latore di questa potrà riferire. Questi uomini subito han fatto ripresaglia di X muli di alcuni che sono da Castelnovo di Reggiana e sono per farla di quante robe di Lombardi passeranno di qui. Io gli ho ammoniti a non far ripresaglie, se prima non ricorrono a V. Ecc., la quale o li aiuterà scrivendo di sorte a Mess. Gian Giacomo e a Domenico di Amorotto che le bestie saranno restituite, o vero li consiglierà quello c'hanno a fare; e per questo mandano: ma non li ho potuto persuadere che restituiscano li muli; pur ho fatto che li porranno in man mia. Domani tutta la Vicarìa è chiamata a Consiglio per far provvisione, che quando per amor non possan riavere il suo, di rivalersi per qualche via. Io dubito che non si attacchi qualche gran discordia tra Lombardi e questi Toschi, e che cominciando questi Grafagnini qualche impresa, e poi (come son di natura non troppo valenti e mal d'accordo insieme) non la sostenendo, diano materia alli Lombardi di passar di qua, e ridurre questa provincia ne li termini che è il Frignano. Non mancherà per me finchè 'l male è fresco di rimediare; ma senza l'aiuto e consiglio di V. S. non mi dà l'animo di farlo. In bona grazia de la quale mi raccomando.
Castelnovi, 20 iunii 1523.
LXXXIII
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici etc. V. S. avranno inteso quello che in su l'Alpe di S. Peregrino, territorio di V. S., per li uomini parte della montagna di Modena e parte di Reggio è stato fatto a danno di molti poveri uomini di questa provincia di Garfagnana. Io ne ho subito dato avviso al mio illustrissimo signore;[259] quello che sua Eccellenza farà non so. Mi è parso anco di scriverne a V. S., le quali per essere più vicine e per questo forse più preste a rimediare, ci piglieranno qualche provvisione, che non ci so pigliare io, che per essere lontano dal mio signore, tardi del suo aiuto mi posso valere. Ancora che a me non stia di consigliare quelle, pure mi pare che non saria fuor di bisogno di querelarsene e con la Santità di N. S., con li signori Fiorentini et etiam con il duca mio, e tutti insieme provvedere a tanti mali che ogni dì ci moltiplicano; di modo che di tutte queste montagne li assassini e uomini di mala condizione sono signori, e non il Papa, nè i Fiorentini, nè il mio signore, nè V. S.: in buona grazia delle quali mi raccomando.
Castelnovi, 20 iunii 1523.