dogliuta sol de la mia trista sorte:
ma ora, o prima o poi che tu sia estinto,
più mi dorrà la tua che la mia morte. —
E seguitò, mostrando assai più affanno
di quel di Norandin, che del suo danno.
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— La speme (disse il re) mi fa venire,
c'ho di salvarti, e tutti questi teco:
e s'io nol posso far, meglio è morire,
che senza te, mio sol, viver poi cieco.