e poi si ferma, ed abbaiando guarda

come digrigni i minacciosi denti,

come negli occhi orribil fuoco gli arda.

Quivi ov'erano e principi presenti

e tanta gente nobile e gagliarda,

fuggì lo 'ncontro il timido Martano,

e torse 'l freno e 'l capo a destra mano.

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Pur la colpa potea dar al cavallo,

chi di scusarlo avesse tolto il peso;