e Zerbin, ch'ubligato si conosce,

l'orecchie abbassa, come vinto e stanco

destrier c'ha in bocca il fren, gli sproni al fianco.

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E sospirando: — Ohimè, Fortuna fella

(dicea), che cambio è questo che tu fai?

Colei che fu sopra le belle bella,

ch'esser meco dovea, levata m'hai.

Ti par ch'in luogo ed in ristor di quella

si debba por costei ch'ora mi dai?