d'un cortese baron di quella corte,
che nei confin di Servia avea un castello
di sito ameno e di muraglia forte.
Nomossi Argeo colui di ch'io favello,
di questa iniqua femina consorte,
la quale egli amò sì, che passò il segno
ch'a un uom si convenia, come lui, degno.
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Ma costei, più volubile che foglia
quando l'autunno è più priva d'umore,