ch'in te non sia la fé di che ti vanti;
ma che fu sol per crudeltà, qualunque
volta hai sprezzati i miei supplici pianti;
non per rispetto alcun d'Argeo, quantunque
m'hai questo scudo ognora opposto inanti.
Saria stato tra noi la cosa occulta;
ma di qui aperta infamia mi risulta. —
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— Non si convien (disse Filandro) tale
prologo a me, per Argeo mio disposto.