ch'in te non sia la fé di che ti vanti;

ma che fu sol per crudeltà, qualunque

volta hai sprezzati i miei supplici pianti;

non per rispetto alcun d'Argeo, quantunque

m'hai questo scudo ognora opposto inanti.

Saria stato tra noi la cosa occulta;

ma di qui aperta infamia mi risulta. —

45

— Non si convien (disse Filandro) tale

prologo a me, per Argeo mio disposto.