si crede, e questa ingiuria non aspetta,

dal conte Anselmo, che si chiama offeso

tanto da lui, nel primo sonno è preso;

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e quella notte in tenebrosa parte

incatenato, e in gravi ceppi messo.

Il sole ancor non ha le luci sparte,

che l'ingiusto supplicio è già commesso;

che nel loco medesimo si squarte,

dove fu il mal c'hanno imputato ad esso.