e straccia a torto l'auree crespe chiome,

chiamando sempre invan l'amato nome.

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In tanta rabbia, in tal furor sommersa

l'avea la doglia sua, che facilmente

avria la spada in se stessa conversa,

poco al suo amante in questo ubidiente;

s'uno eremita ch'alla fresca e tersa

fonte avea usanza di tornar sovente

da la sua quindi non lontana cella,