Ma il Saracin, che con mal gusto nacque,
non pur la saporò, che gli dispiacque:
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e poi ch'invano il monaco interroppe,
e non poté mai far sì che tacesse,
e che di pazienza il freno roppe,
le mani adosso con furor gli messe.
Ma le parole mie parervi troppe
potriano omai, se più se ne dicesse:
sì che finirò il canto; e mi fia specchio