ch'io possa di te fare il mio talento;

pure io non vo' pigliar di peggior sorte

altra vendetta del tuo fallimento.

Di par l'avere e 'l dar, marito, poni;

fa, com'io a te, che tu a me ancor perdoni:

143

e sia la pace e sia l'accordo fatto,

ch'ogni passato error vada in oblio;

né ch'in parole io possa mai né in atto

ricordarti il tuo error, né a me tu il mio. —