La vergine che 'l fior, di che più zelo

che de' begli occhi e de la vita aver de',

lascia altrui corre, il pregio ch'avea inanti

perde nel cor di tutti gli altri amanti.

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Sia vile agli altri, e da quel solo amata

a cui di sé fece sì larga copia.

Ah, Fortuna crudel, Fortuna ingrata!

trionfan gli altri, e ne moro io d'inopia.

Dunque esser può che non mi sia più grata?