Ah Fortuna crudel, quanto disegno

mi rompi! oh che speranze oggi mi levi!

Deh, che cesso io, poi c'ho perduto questo

tanto mio ben, ch'io non perdo anco il resto? —

164

Questo ed altro dicendo, in lei risorse

il furor con tanto impeto e la rabbia,

ch'a stracciare il bel crin di nuovo corse,

come il bel crin tutta la colpa n'abbia.

Le mani insieme si percosse e morse,