con quanto gaudio il Saracin, con quanto

stupor l'alta presenza e le leggiadre

maniere, e il vero angelico sembiante,

improviso apparir si vide inante.

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Pieno di dolce e d'amoroso affetto,

alla sua donna, alla sua diva corse,

che con le braccia al collo il tenne stretto,

quel ch'al Catai non avria fatto forse.

Al patrio regno, al suo natio ricetto,