che quelle, e il suolo ove si mette il piede,

son da cortine ascose e da tapeti.

Di su di giù va il conte Orlando e riede;

né per questo può far gli occhi mai lieti

che riveggiano Angelica, o quel ladro

che n'ha portato il bel viso leggiadro.

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E mentre or quinci or quindi invano il passo

movea, pien di travaglio e di pensieri,

Ferraù, Brandimarte e il re Gradasso,