come fantasma al dipartir del sonno.

Cercando egli la va per quelle piante

né i miseri occhi più veder la ponno.

Bestemiando Macone e Trivigante,

e di sua legge ogni maestro e donno,

ritornò Ferraù verso la fonte,

u' ne l'erba giacea l'elmo del conte.

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Lo riconobbe, tosto che mirollo,

per lettere ch'avea scritte ne l'orlo;