mio conforto in dolor, mio bene in male;

che quell'amico, in chi Zerbin si crede,

di desire arse, ed agghiacciò di fede.

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O che m'avesse in mar bramata ancora,

né fosse stato a dimostrarlo ardito,

o cominciassi il desiderio allora

che l'agio v'ebbe dal solingo lito;

disegnò quivi senza più dimora

condurre a fin l'ingordo suo appetito;