Ebbi la ventura di trovar donna Teresa ancora seduta vicina a Lidia…. Com'erano rosee le due donne! Come si somigliavano, adesso che Lidia accennava ad ingrassare!
«….Delle vecchie signore colle figlie, così identiche alla madre, sebben giovani, che un amatore del genere poteva, sposando la figlia, già farsi un quadro di quel che sarebbe diventata fra trent'anni….»
Non era una mia riflessione, questa, fatta durante una passeggiata? Ecco, la riflessione sarcastica, si mutava in realtà, per mio conto…. Donna Teresa pareva la caricatura di Lidia, o il suo ritratto sgorbiato da un monello inesperto; donna Teresa era Lidia a cinquant'anni, vale a dire in un'età lontana; ma per giungervi, le tappe non sarebbero state piacevoli, a giudicar dalla prima, da quella leggierissima pinguedine sopravvenuta in Lidia con l'aggravante di mutazioni anche psicologiche.
L'odio velenoso per tutti gli altri sentito alla presenza di Laura, mi dominava, e non appena venne una parola, mi suggerì la risposta insolita.
—Dunque,—-fece donna Teresa rivolgendosi a me,—volete passare un mese a Pallanza?
—Certamente,—risposi.—Questa è la mia volontà.—
Lidia mi guardò con espressione interrogativa.
—Se noi ti rechiamo disturbo nella tua villa,—continuai verso donna
Teresa,—prenderemo in affitto una cascina.
—Ma no, santo Dio!—esclamò mia suocera, levando le braccia in alto.—Voi siete i miei figliuoli, e vi aspetterei con tutto il piacere—Ma pensate che avete annunciata la ripresa del vostro viaggio in quest'epoca…. Il rimandarlo un'altra volta, si potrebbe interpretare malamente.
—Io non rimando nulla; dopo il mese a Pallanza, faremo i comodi altrui; per adesso, faccio i nostri….