Parrebbe che uno spirito così formato dovesse essere arido e freddo; e sarebbe, se Luciano Zùccoli pretendesse troppo dalla realtà e dalla vita e si disgustasse facilmente d'ogni cosa dolce per quel fondo d'amaro che vi si trova quasi sempre alla fine. Ma in questo medesimo libro il lettore può aver la prova della sensibilità che l'autore ha saputo conservare fra le delusioni, la lotta, le tempeste della sua non mai pacifica esistenza. Si leggano, ad esempio, il capitolo in cui è descritta la prima notte di matrimonio, e l'altro in cui è ritratta la protagonista tutta affaccendata nelle sue frivole compere, e quello in cui si racconta della morte e dei funerali di Laura Uglio, e si veda con qual delicatezza di tocco ha saputo lumeggiare, argomenti gravi o teneri, leggeri o tristi, scabrosi o sentimentali. E si confrontino con l'arguzia onde son delineati certi altri personaggi, conn l'ironia di certe scene di famiglia, col senso di ribellione con cui sono affermate o rapidamente esposte certe verità della vita comune; e non ci si darà torto se diremo che lo studio del vero, quasi istintivo nello Zùccoli, presta alla sua opera, una varietà mirabile.
Non è certamente un autore monocorde colui che vicino a questo può allineare altri dieci volumi, in cui ciascun personaggio ha una figura sua propria; dieci volumi nei quali sfilano i tipi di tutte le classi sociali, dall'aristocrazia al popolo minuto, dal superbo patrizio del L'amore di Loredana ai ladri e ai teppisti della Compagnia della Leggera, dalla candida fanciulla di certe sue novelle alla donna ardente, volitiva, disdegnosa, che è la protagonista di Farfui, dal bambino ingenuo al libertino inquieto e curioso, dal soldato fanfarone e generoso al trionfatore freddo, taciturno e senza pietà. Mille sono i tipi che lo Zùccoli ha animato della una arte, e quelli che popolano Il designato hanno un carattere di realtà e un rilievo indimenticabili.
In lui la fantasia lotta di continuo con l'istinto d'osservazione e con l'amore del vero; la sua fantasìa ricca, bizzarra, agilissima, lo inviterebbe all'opera dì pura imaginazione; e non è detto che un giorno non ci dia il libro «libero» senza freni, tutto fantastico. Già nella Roberta molte pagine segnano la vittoria di questa facoltà poderosa d'imaginare e di staccarsi dal vero quotidiano per darci sensazioni nuove. In questo, lo Zùccoli è un osservatore coscienzioso e un artista calmo, che sa già la scaltrezza dell'arte sua, e che è tuttavia sincero e ardito come sempre.
Il successo incontrato da questo volume fin dal suo primo apparire, ha consigliato gli editori a farne la presente ristampa, che l'autore ha riveduto attentamente e ritoccato in più parti; e noi siamo certi che il favore del pubblico e della critica gli sarà nuovamente e più largamente accordato, oggi in cui lo Zùccoli col trionfo dei suoi ultimi volumi è entrato a far parte di quel ristretto numero di scrittori che si ammirano più presto che non si discutano.
S. T.
Ottobre 1910.
IL DESIGNATO
PRIMA PARTE.
I.
Nel salotto non c'ero che io; io, in piedi, nell'atteggiamento nervosissimo dell'aspettazione, guardando dei quadri di cui conoscevo tutto, l'autore, il tema, il valore artistico, la provenienza, la data in un angolo.