Ne' suoi occhi grigi lessi la sicurezza che la mia risposta doveva essere la buona, e avvertii un impercettibile moto in lui, come di preparazione.

—Il fatto è semplice e grave,—risposi.

Mi alzai, mi posi di fronte all'uomo, e dissi con voce quasi tremante:

—Ho l'onore, signor Folengo, di chiederle la mano della signorina
Lidia sua figlia….—

Vi fu un silenzio che giudicai spaventevole. Il signor Folengo si levò adagio, sempre tenendo gli occhi fissi ne' miei, uscì dalla penombra, e rispose:

—Una simile domanda fatta all'improvviso…. Io sono lusingato….—

Mi morsi le labbra; l'istinto vittorioso aveva costretto l'uomo a trincerarsi e a guardarsi da una promessa immediata; le parole uscivan dalla bocca del signor Folengo meccaniche; egli si dimenticava la sua professione di fede in me; gli proponevo un affare, secondo lui, ed egli mi trattava da uomo d'affari. Però, scorgendomi forse impallidire, aggiunse tosto:

—Debbo dichiararle ch'io non ho nulla, nulla in contrario al suo voto; anzi ho molta propensione a vederlo esaudito, e sono commosso…—

Non era commosso per niente. Si allontanò alcun poco da me e premette il campanello elettrico.

—Avvertite donna Teresa che ho bisogno di parlarle,—disse alla cameriera sopraggiunta.—E portate la lampada.—