—Grazie, signor Lacava! Mille volte grazie di simile onore! Lei effettua la mia più cara speranza!—
Presi la mano di donna Teresa, toccato dall'effusione ingenua della buona signora.
—Ella mi rinfranca,—dissi, alzandomi dalla poltrona.—Io mi sento appoggiato dalla fiducia che le ispiro….
—Ma certo, ma certo!—rinforzò donna Teresa.—Forse mio marito non le aveva espresso?… Forse ella temeva?…
—Vedi, cara amica,—mormorò il signor Folengo tranquillamente, senza muoversi dal suo posto.—Vedi: io mi sono dichiarato assai favorevole; ma io non sono il solo arbitro, e prima di me, e prima di te, c'è Lidia, la cui volontà deve essere libera….
—Lidia!—esclamò donna Teresa con un'occhiata di trionfo.—Lidia! Non ci son che le mamme per saper certe cose…. Io annuncerò immediatamente la felice novella a Lidia….—
Stava per avvicinarsi al campanello elettrico, quando il signor
Folengo, levatosi dal divano, la fermò con un cenno.
—Tu vuoi?—disse.—Così, sùbito, senza prender tempo?…
—Ma certo, ma certo!—ripetè donna Teresa—non vedi com'è pallido questo povero giovane? Io so quel che faccio…. È una tortura inutile che noi infliggiamo loro.—
L'indice di donna Teresa si posò due volte sul bottone del campanello. Il signor Folengo, vistasi levata la direzione diplomatica delle trattative, riprese il suo posto, con un sospiro di sollievo.