— Ti do la mia parola d'onore! — disse.
La fanciulla si coprì il volto con le mani e ruppe in pianto.
— Come! — esclamò Filippo, sorpreso. — Ora piangi? Non sei contenta? Forse non credi?
Ella gli stava innanzi con le braccia e il petto scoperti; aveva le mutande di batista che le arrivavano al ginocchio, le calze di seta grigia, le scarpette basse e bianche: pareva un piccolo gentile Pierrot.
— Così carina, — disse Filippo, — e così cattiva! Ma non sei contenta, ti ripeto?
Loredana riuscì a rispondere tra i singhiozzi:
— Sì, — dichiarò, mentendo alla sua volta, — piango perchè sono contenta!
Filippo si mise a ridere, e la strinse al petto, sollevandola da terra.
— Vieni, — disse. — Vieni, mascheretta bella, viperetta cara. Tu sei tanto bella, io ti amo tanto....
La giovane gli si avvinghiò al collo, si lasciò adagiare sul letto, e tra le lagrime cercò la bocca di lui, che mentiva e baciava così bene....