Stretto dalla logica feroce, che sembrava dettata da quel bisogno di mordere e di distruggere onde Loredana si sentiva tutta vibrare, Berto non trovò dapprima risposta; poi ebbe la parola unica che spiegava qualunque follia:

— Ma io ti amo, — disse. — Io ti amo, Loredana; e non so altro....

La giovane lo guardò, sentendo ch'egli non mentiva; le parve sommesso e vinto, e ne ebbe pietà.

— Suvvia, — mormorò, alzandosi, — mi lasci andare!

— Dove, dove vuoi andare? — chiese Berto, movendo un passo verso di lei. — Dove vuoi andare, così?

Ella s'era avviata alla porta, senza cappello, come una pazza.

Berto la guardò elegante e sottile nell'abito tutto liscio color d'ametista, leggiadramente ornato con una lista di pelliccia scura, che le correva intorno al petto e per l'estremo lembo della gonna a guisa d'un serpentello.

Usciva, partiva, fuggiva; d'improvviso aveva sentito che il sacrificio era troppo ripugnante, che meglio era morire, riposare, non pensare più ad alcuno, e aveva ricordato il canale nero e fondo che scorreva innanzi alla casa di Berto.

L'ora era tarda, la luce fievole, la gente rada in quella serata d'inverno. Loredana avrebbe potuto gettarsi all'acqua e affogarvi, senza che alcuno accorresse.

— Dove vuoi andare? — ripetè Berto.