— Senza dirmi nulla! — interruppe Filippo.
— Non osavo, — confessò la fanciulla, guardando l'amico a occhi socchiusi, tra le lunghe ciglia. — Del resto, che cosa poteva importare a lei? Lei non si occupa di queste piccole miserie.
Filippo non rispose, ma disse a se medesimo, che infatti egli non poteva e non doveva occuparsi dell'avvenire di Loredana, poichè non voleva toglierla ad Adolfo e sposarsela lui.
— Tutto ciò che la riguarda m'interessa, — osservò. — La mia amicizia aveva qualche diritto.
La fanciulla chinò il capo e non rispose. Una sofferenza nuova sorgeva nel suo cuore per quell'interrogatorio. Aveva qualche diritto, Filippo? E allora anche lei aveva qualche diritto, e pur tuttavia Filippo le aveva sempre taciuto, anzi le aveva sempre negato quell'amore per la contessa di Montegalda, del quale si parlava ormai con sicurezza in città.
La madre sopravvenne, e mostrò a Loredana i campioni di alcune stoffe per gli abiti della fanciulla. Filippo volle sceglierne due egli stesso, ma la signora De Carolis osservò ch'eran troppo cari; bisognò contentarsi dei più semplici, che a Filippo sembrarono anche molto brutti. Egli comparò mentalmente la vita modesta, quasi povera della sua piccola amica col lusso onde si circondava Fausta; e fu intenerito, ricordando che Loredana non si lagnava mai, non badava a quei particolari meschini, non invidiava nessuno.
Fausta sarebbe rimasta intontita se avesse potuto sapere che la povertà di Loredana era più gradita a Filippo che non l'eleganza di lei.
Una sera a pranzo dalla contessa Lombardi, Filippo s'irritò sordamente incontrando Fausta gemmata come un idolo, coperta di merletti preziosi, superba. C'era il marito, il conte Ettore di Montegalda, e Filippo non potè subito dire a Fausta qualche parola crudele; ma non gliene mancò l'occasione durante la serata; e ripensando ai campioni delle stoffe per gli abitini di Loredana, sentì il bisogno di criticare l'abbigliamento di Fausta, con tanta ingiustizia, che la contessa ne rimase stupefatta.
— Via, via, — ella disse, sforzandosi a ridere, — voi non potete giudicar di queste cose!
— Voi, piuttosto, non potete dare un giudizio di nulla e di nessuno! — rimbeccò Filippo. — Credete di vivere, e siete tanto lontana dalla vita quanto la terra dal sole!