—È orribile!—disse.

Dalla strada provinciale veniva verso la chiesa una coorte di dolenti, alcuni recando sulle spalle un feretro coperto dello strato di velluto bruno, con una gran croce d'oro nel mezzo; altri al sèguito, salmodiando in lunga fila, rivestiti di càmici bianchi o di ampie vesti nere, il viso tutto nascosto dal cappuccio, ad eccezione degli occhi; altri, pigiandosi sui fianchi del corteo, in disordine; e la nuvolaglia tempestosa e l'ora già tarda proiettavano una lunga ombra sinistra.

Roberta s'indugiò a guardare, accasciata, fissando ostinatamente gli uomini della Confraternita procedenti in cadenza, grotteschi e solenni; i quali ridestavano nella giovanetta il terror della morte, la memoria, di qualche incubo….

—È orribile!—disse ancòra ad Emilia, che tentava persuaderla a seguitar la via.—Non li dimenticherò più!…

E a Cesare, che pure la rassicurava sorridendo, rispose:

—No, no, taccia! La prego! Lei non sa! Lei non sa!…

Egli non sapeva, infatti, il motivo di quello sgomento.

Tra gli spettri dolorosi della fantasia inferma, Roberta aveva fissa la visione del proprio cadavere, freddo e rigido, con le braccia incrociate sul petto, sopra un catafalco ricco di drappi funerei, presso una finestra spalancata in faccia alla campagna eterna….

IX.

Forse la felicità non è che la simmetria del tempo; l'ora, il giorno, l'anno, eguali all'altra ora, all'altro giorno, all'altro anno…. La passione è il disordine, e il disordine è il dolore.