[199]. Registri Curiae vol. 38, fol. 23, 50, 93, 106, lett. del 4 aprile e 10 8bre 1596, 28 agosto e ult.º 7bre 1597; vol. 45, fol. 100 t.º, lett. del 24 luglio 1598; vol. 43, fol. 138, lett. del 23 10bre 1598; vol. 46, fol. 30 t.º, lett. dell'ult.º di 10bre 1599; vol. 49, fol. 51 t.º, lett. del 28 luglio 1600; vol. 52, fol. 206 t.º, lett. del 13 genn.º 1603, e vol. 53, fol. 56, lett. del 30 marzo 1603. — Inoltre Carteggio del Nunzio Aldobrandini, filz. 216, lett.e di Roma da luglio a 10bre 1602, e filz. 238, lett. di Napoli del 9 maggio 1603, dove si parla di 4 prigioni de' Melissari fatti morire in Reggio e 2 soli mandati in Napoli.
[200]. Egli dovrebb'essere l'autore di quelle pubblicate nel libro di Commedie curiose Nap. presso Dom. Castaldo 1615, libro citato dal Toppi ma da noi non visto finoggi. Le Commedie furono dapprima stampate separatamente: una sola di esse «Le Sorelle; Cosenza per Leonardo Angrisano 1595» fu citata dall'Allacci (Drammaturgia accresciuta, Ven. 1755 pag. 731). Lo Spiriti dice il Barracco fatto Cav.r Gerosolimitano a' 13 giugno 1592 (Memorie degli Scrittori Cosentini, Napoli 1750 pag. 132).
[201]. Reg. Curiae, vol. 38, fol. 113 e 202, lett. del 13 febb.º 1598 e 22 maggio 1599; inoltre Reg. Sigillorum, vol. 37, nota del 7 aprile 1600, riport. nel Doc. 229, pag. 120.
[202]. Reg. Curiae vol. 38, fol. 74 e 111, lett. del 30 9bre 1596 e 15 gen.º 1598. — Ibid. fol. 136, lett. del 17 giugno 1598. — Ibid. fol. 157 e 166, lett. del 21 agosto e 30 7bre 1598; vol. 41, fol. 75 t.º, lett. degli 8 8bre 1598, e vol. 49, fol. 23 t.º, lett. del 28 giugno 1600.
[203]. Reg. Curiae, vol. 38, fol. 133, lett. del 12 giugno 1598; e vol. 41, fol. 75 t.º, lett. degli 8 8bre 1598.
[204]. Ved. i Registri Officiorum Viceregum, vol. 6.º (an. 1593-96) fol. 103: «Expedita fuit provisio patens officii Capitaneatus civitatis Lanciani in persona magnifici Alonsi de Rozas pro uno anno integro, deinde in antea ad beneplacitum, cum provisione lucris gagiis et emolumentis solitis et consuetis etc. etc. Neapoli die 9 mens. Xbris 1594. (sotto) s'è spedita la presente d'officio di Lanciano non obstante che non vaca per ordine di sua Ex.a». — Inoltre ved. i Registri Sigillorum vol. 30 (an. 1594) not. a 9 10bre, «Capitania de lanciano in persona del magn.co Alonso de roscias»; e ibid. vol. 31 (an. 1595) not. a 14 9bre «Capitania de Cotrone in persona di Alonso de rosa d'anoya». — Malamente il P.e Fiore (Calabria illustrata, vol. 1.º pag. 46-47) lo registra tra' presidi di Catanzaro col nome di D. Antonio de Rosas: anche i documenti dell'Archivio, che ne parlano come preside, lo dicono sempre D. Alonso.
[205]. Citeremo mano mano i documenti trovati in Napoli: quanto alle lettere trovate in Firenze, esse stanno nell'Archivio Mediceo, filz. 4152 (lett. di Napoli di particolari dal 1590 al 1620), e filz. 4091 (Lett. di Capestrano e Napoli all'Usimbardi dal 1603 al 1605), e mostrano esservene stata ancora qualche altra più antica. La 1.a, del 15 mag. 1597 a S. A., reca, che è stato ammalato e non ha potuto mandare la tavola di diaspro: la manderà con un uomo a posta in una feluca. La 2.a, del 6 gen.º 1604, reca, che aveva offerta la tavola di diaspro gli anni passati scrivendo dalla Calabria e S. A. l'accettò: che atteso la sua partenza per la Spagna non potè mandarla, ed ora, tornato nel Regno qual Consigliere di S. M., torna ad offrirla. La 3.a, del 20 gen.º 1604, reca che manderà la tavola di diaspro. La 4.a, del 23 agosto 1604, reca, che aspettando la comodità delle galere di S. A. ha tardato, ed ora la manda. La 5.a, del 18 luglio 1605 all'Usimbardi, reca, che vorrebbe da S. S.tà per mano di S. A. la dispensa di qualunque irregolarità commessa nel passato, e qualche beneficio in Ispagna o qualche Abbadia nel Regno. — A queste lettere fanno compagnia tre altre di Gio. Francesco Palmieri Agente di S. A., la 1.a del 16 gen.º 1604, la 2.a del 24 agosto 1604, la 3.a del 13 maggio 1605: nelle due prime si parla dell'invio della tavola di diaspro, dicendo che pare «un mare mezzo fluttuoso de diversi colori», nell'ultima si dice che ha dato di sua mano allo Xarava la lettera dell'Usimbardi.
[206]. Ved. i Registri Curiae, vol. 34, fol. 13, lett. del 18 maggio 1590; nel testo è registrato semplicemente l'Avvocato fiscale, ma nella pandetta è dichiarato D. loyse Xarava.
[207]. Ved. Registri Sigillorum vol. 30 (an. 1594): «a 21 de ottobre. Lettera per la quale Sua Ecc.a commette al m.co Advocato fiscale loyse sciarava de castiglio la visione delli conti delli Sindaci et altri administratori del peculio dela università de Catanzaro de deci anni in qua, sig.re et exequ.re contra loro per spatio de mesi sei a ragione de d.i 12 lo mese». Inoltre, Ibid. vol. 31 (an. 1595): «11 di luglio. Lettera al Advocato fiscale dell'Aud.e de Calabria per la quale se proroga la patente in persona de detto advocato fiscale per altri mesi sei de vedere li conti dela città de Catanzaro».
[208]. Registri Curiae, vol. 38, fol. 20 e 23, lett. del 20 marzo e 4 aprile 1596; vol. 45, fol. 7, lett. del 5 aprile 1596.