[383]. Ved. Doc. 244 pag. 129, e 247 pag. 152.
[384]. Ved. nel Carteggio Vicereale il Doc. 15, pag. 24. — Nella Narrazione del Campanella si legge: «E così s'esaminavano poi in segreto li revelanti, come F. Dionisio parlò con li tali, e tali; e che Mauritio bandito per morte d'homo era capo. A cui scrissero che voleano uscir seco in campagna; e si facean venir lettere da lui, e diceano, che quelle eran lettere di ribellione: e ne presentaro due che parlavano del tempo di far la vendetta di lor nemici, et uscir fuori de repente, fingendo ch'eran del tempo di ribellare: e l'altre lettere, che spiegavano la verità meglio, s'occultaro da loro».
[385]. Ved. Doc. 247, pag. 152.
[386]. Ved. Doc. 244, pag. 131.
[387]. Ved. Doc. 244, pag. 131.
[388]. Questo Marchese di Vigliena è citato anche dal Campanella nell'opera De Sensu rerum et Magia lib. 4.º cap. 19, appendice (ed. Paris. 1637, p. 218); dicevasi nientemeno che egli avesse saputo ottenere la rigenerazione di un uomo fatto in pezzi e messo in un vaso!
[389]. Ved. Doc. 244, pag. 132.
[390]. Ved. Doc. 18, pag. 27.
[391]. Ved. Doc. 244, pag. 132.
[392]. Doc. 391 pag. 415, e 240 pag. 126. L'acqua fredda durante l'amministrazione della corda costituiva un gravissimo tormento. Ippolito de Marsiliis bolognese, che fu l'inventore di esso, e che troveremo anche inventore della veglia, ne parla a questo modo: «Sed ego aliquos reos habui in fortiis meis, dum fui jusdicens, qui aut incantationibus, aut constantia, aut fortitudine aliqua tormenta non timebant, ideo ego adhibui talibus reis duo genera tormentorum. Primum est, nam debet spoliari et ligari reus, et debet torqueri aliquantulum, non tamen sufficienter cum communi tortura, et si non vult confiteri quia non timeat seu non crucietur in ipsa tortura, tunc quia est calidus et in sudore, etiam si esset glacies in terris, tunc facias sibi proijci magnam quantitatem aquae super capite et dorso, et permittas eum dissolutum a chorda sic quiescere per horam, et deinde cum erit frigidatus, facias iterum eum torqueri, et tunc ossa ejus cantabunt et strepitum facient, et tunc cruciabitur acrius in duplum quam primo fuerat, et istud est terribile tormentum». De Marsiliis, In nonnullos ff. et C. titulos commentaria, Venet. 1635, fol. 44. Non si comprende questa efferata crudeltà degli antichi Giudici; anche meno si comprende come l'odierna svenevolezza abbia potuto tener dietro a tanta crudeltà!