[413]. Ved. Doc. 24 e 25, pag. 36.
[414]. Let. del Card.l S. Giorgio del 26 settembre. Ved. Doc. 48, pag. 48.
[415]. Diamo qui il sèguito dei documenti sulla faccenda del Capito, per la quale il Vicerè dolevasi della condotta del Vescovo di Mileto, e restituendo quel clerico alla Chiesa si faceva a chiedere l'assoluzione del Principe di Scilla, del Poerio e dello Xarava (confr. pag. 119 in nota). — 1.º Registri Curiae vol. 43, fol. 178 t.º «Al Capitano di Seminara... Magnifice vir. Comple al servitio di S. M.tà et per quanto tocca alla bona administratione de la giustitia che si habia nelle mani Marc'Ant.º Capito, il quale se ritrova in quessa terra di Siminara. Perciò vi dicimo et ordinamo che al ricevere de la presente con ogni secretecza possibile debbiate usare exactissima diligentia et procurare di haverlo nelle mani, et subito, à buon recapito, et con buona custodia debbiate inviarlo cautamente recto tramite nelle carcere de la Gran Corte de la Vicaria avisandoce incontinenti de la recevuta di questa et di quanto intorno acciò exequireti. Dat. neap. die 25 junii 1599. El Conde» (int. Olivares). — 2.º Ibid. vol. 46 fol. 1. «Al Gov.re de Calabria ultra... Mag.e vir, regie Consiliarie fidelis dilectis.me Havemo ricevuta la vostra per la quale ci date aviso della captura de ordine nostro fatta de Marco Antonio Capito dal Capitano de Seminara, et la violentia usata da Preiti di detta terra in prenderselo da dentro le carcere dove se ritrovava rompendole a forza d'accette con gran tumulto, et come per diligenza usata da detto Capitaneo et suo Giudice con aiuto d'altri Particolari lo ritornorno a carcerare, et de vostro ordine se ritrova al presente nelle carcere de quessa R.a Audientia, et ci supplicati vi debbiamo ordinare quel che d'esso havete da esequire, al che respondemo et vi dicimo et ordinamo che debbiate subbito al ricevere della presente inviarlo retto tramite cautamente con bona custodia dentro le carcere della Gran Corte della Vicaria facendo presentare al Rev.do Vescovo de Melito l'alligata nostra che con questa ve s'invia dandoci subbito particolar'aviso de quanto exequirrete, et dell'inviata di detto Capito fandolo de maniera che non vi succeda fuga ne altro strepito. dat. Neap. die 25 julii 1599. El Conde de lemos». — 3.º Ib. vol. 47, fol. 19 t.º «Al spettabile Carlo Spinello... Philippus etc. Spectabilis vir collateralis et Consiliarie, regie fidelis dilectis.me Semo stati avisati come un Hettorre Saijvedra di Seminara li giorni adietro diede aiuto et favore ali preti et Jaconi di detta città, che scassorno le carceri di quella, et si presero à forza d'arme Marco antonio capitò, che di ordine nostro era stato carcerato per il capitano della città predetta, et ultimamente detto Saijvedra assaltò un criato del giudice che è stato in essa città ponendo mano ad uno scoppettuolo per amazzarlo, al che soggionse il maestro giorato et lo prese carcerato come già lo tiene, et perchè lo scassamento di dette carcere intendemo che sia stato fatto da detti preti et Jaconi con consulta, et fomento de loro parenti laici, li quali parenti patri et fratelli et altri gentil'homini et cittadini di detta città vanno suducendo li populi che per haver dato forsi essi aiuto à detto Capitano nel prender Marco antonio capitò diano memoriale et suppliche al Rev.do Vescovo di Mileto excusandosi di quel che hanno forsi fatto et aiutato detto capitano. per questo vi dicimo et ordinamo che debbiate carcerare lo detto Hettorre Saijvedra, et tutti li altri parenti di detti preti et clerici, et inviarli subito retto tramite nelle carceri della gran corte della Vicaria con aviso vostro particolare à noi facendone destinta relatione, accio quella havuta, et vista possiamo provedere et ordinare quel che convenerà per la bona administratione della giustitia et conservatione della real giurisditione della M.ta sua. dat. neapoli die 15 mensis septembris 1599. El Conde de Lemos». — 4.º Carteggio del Nunzio Aldobrandini filz. 212, let. del Card.l S. Giorgio al Nunzio del 25 7bre 1599; «Della sodisfattione che ha data il Viceré co 'l promettere di mandare quel clerico di Mileto nella propria chiesa, donde fu levato dalla Corte secolare, non ne ha ricevuta poca N.ro Sig.re.» — 5.º Ibid. let. del 26 7bre 1599 (ved. Doc. 48, pag. 49): ed inoltre let. del 22 10bre 1599, e filz. 230 let. del Nunzio del 1º gen.º 1600, con la quale chiede facoltà di assolvere anche il Poerio e lo Xarava. — 6.º Reg. Curiae vol. 49, fol. 2 t.º «Al Capitano de Seminara. Philippus etc. M.re vir. Havemo ordinato che Marco Antonio Capito qual per ordine del Ill.e Conte de Olivares nostro predecessore fò preso da quessa Corte, et mandato in queste carceri de la Gran Corte de la Vicaria, sia liberato et riposto nella chiesa da dove fu extratto acciò possa godere dell'immunità ecclesiastica. Et come che non per questo deve restare impunito del delitto per esso commesso, vi dicemo et ordinamo che trovandolo fuori della detta Ecclesia lo debbiate carcerare et inviare retto tramite in queste predette carceri de la gran corte de la Vicaria con aviso vostro, acciò che havuto et visto per noi, se possa provedere ed ordinare lo di più che convenerà per la buona et retta administratione de la giustitia. — dat. neap. die 30 septembris 1599. El Conde de Lemos». — 7.º Ibid. vol. 48, fol. 24 t.º «Resposta al Capitano de Seminara Philippus etc. Mag.e vir. Havemo ricevuta la vostra in resposta della nostra delli 30 di settembre proximo passato, per la quale ve fu ordinato che havessivo devuto avisare il castigo che haveria dato il Rev.do Vescovo di Mileto à Marco antonio capito, et per quella ce dite che non ha fatto altra demostratione contra d'esso che ordinarli che non uscisse dal monasterio. Et perchè il castigo che si haverà da dare al detto capito non se ha da dare dal detto Vescovo, ma dalli officiali regii, ò da noi, à chi tocca et compete darli detto castigo, et l'ordine che vi fu dato da noi non fù per altro se non per sapere che demostratione havea fatta detto Rev.do Vescovo contra d'esso. Per ciò in resposta di detta vostra, non occorre dirvi altro se non ordinarvi come per questa ve dicimo et ordinamo che debbiate attendere alla puntuale executione di quanto da noi vi fù ordinato in havere in le mani detto Marco antonio fuora del ecclesia et inviarlo subito retto tramite in la gran corte della Vicaria à buon recapito. Dat. neap. die decima tertia mensis Novembris 1599. El Conde de Lemos». — Come si vede, il Governo non rinunziò mai a voler punito il Capito, e il Vescovo non cessò mai dal lasciarlo impunito: mancano intanto altri documenti, e vi è ragion di credere che gli ordini del Governo sieno rimasti ineseguiti.
[416]. Ved. per le notizie sud.te nell'Arch. di Firenze il Carteggio di Napoli, filz. 4087, lett. del 29 marzo 1599 da Valenza, e quelle da Napoli de' 27 luglio, 7 7bre, 27 7bre, 1.º 8bre etc. etc.
[417]. Nella Relazione del Bailo Paolo Contarini, letta al Senato il 1583 (ved. Albèri, ser. 3a, vol. 3.º, pag. 222), si legge che il famoso Ucciali avea fabbricato presso la sua casa «un grossissimo casale» che si chiamava Calabria nuova, e vi lasciava anche vivere cristianamente i maestri calabresi dell'arsenale che si erano condotti bene. Il Residente Scaramelli egli stesso, riferendosi a' tempi suoi, dice essere «i due terzi de i renegati di Constantinopoli Calavresi» (ved. Doc. 176, pag. 89).
[418]. Ved. Doc. 26, pag. 37.
[419]. Ved. Doc. 264, pag. 177.
[420]. Ved. Doc. 418, pag. 523.
[421]. Ved. Doc. 244 pag. 138, e 247 pag. 154.
[422]. Ved. Doc. 518, pag. 582.