Un'allegra fiammata crepitava nel caminetto.
Raffaello, sdraiato sopra un mobile ermafrodita, tra l'ottomana e il sofà, incrociò una gamba sull'altra, sospirò, col mignolo scosse la cenere del sigaro, socchiuse gli occhi, fece fremere, sotto un soffio sarcastico, la membrana pituitaria, e cincischiò tra i denti:
— C'è una cosa stupida molto: la pioggia. C'è qualche cosa di più stupido ancora: l'inventore della pioggia. Non potete figurarvi, neanche per sogno, che cosa mi faccia perdere questa giornataccia d'inferno!
— La pioggia e le pandette sono pur troppo necessarie all'umanità! — esclamò Bianchini, con accento cretino e sentenzioso.
— Io non capisco le pandette; — arrischiò Moreni; — preferirei le pan....scritte, sopratutto il pan....forte, magari il pan-slavismo. L'umidità è un controsenso; essa è seccante!
Marchetti tollerò il bisticcio, con la rassegnazione d'un martire cristiano. Raccolto in sè stesso, aspirò parecchie boccate di fumo, indi riprese:
— Ragazzi miei, se sapeste!
— L'uomo che non sa, è felice.
— Oh, tu.... sei felicissimo!
— T'inganni: pur troppo ho studiato: ho studiato al punto che arrivo a distinguere uno stivalino di donna da un principio di diritto costituzionale.