Uno dei più potenti mezzi oratorii dell'avvocato Genuzio è quello di far piangere l'accusato, richiamandogli alla memoria il periodo onesto della sua vita anteriore alla colpa.
Ma, un giorno, al momento d'impiegare questo mezzo oratorio, di molta efficacia davanti ai signori giurati, l'avvocato Genuzio si trovò imbarazzatissimo, poichè si trattava d'un recidivo incorreggibile che, dagli otto anni in poi, ne aveva commesso d'ogni risma e colore.
Bisognava dunque risalire molto innanzi nell'esistenza dell'accusato, per trovare uno stadio di purità; ma l'avvocato Genuzio non si sgomentò e prese a dire, con voce patetica:
— Sì, sì! ricordatevi i bei giorni che passavate.... tra le braccia della vostra nutrice, sobrio, morigerato, senza altri bisogni che quelli della natura!... l'idea di sopprimere il vostro simile, per procurarvi godimenti sfrenati, non pullulava ancora nel vostro innocente cervello! Ah.... perchè non rimaneste così?...
Un altro artifizio oratorio a cui ricorre spesso il Genuzio è quello di dipingere il suo cliente come un mostro d'ingenuità facendo risaltare insieme l'ignoranza delle leggi a cui avrebbe inconsapevolmente contravvenuto....
— Egli, — diceva d'un tale, accusato d'aver fatto a pezzi una donna, — egli, o signori, è forastiero: egli ignorava.... le suscettibilità della legislazione italiana!
Così pure in una causa di bigamia, l'avvocato Paolo Emilio Genuzio così concludeva:
— No, o signori: voi non condannerete quest'uomo così semplice di modi, proprio nel momento in cui una legislazione più umana prepara, in altra aula, la legge sul divorzio! Ma che dico? L'accusato, nella sua semplicità, la credeva già votata.
E volgendosi verso l'accusato: